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Prato

Milone e i reati: «Fate come gli struzzi»

L’assessore alla Sicurezza urbana, Aldo Milone
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L’assessore alla Sicurezza urbana, Aldo Milone

L'assessore replica ai due artigiani che avevano criticato la sua intervista

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 PRATO. L'assessore alla Sicurezza Aldo Milone si è sentito punto sul vivo dalla lettera di due artigiani (Giacomo Paci e David Miliotti) che criticavano la sua intervista di martedì sull'aumento dei reati e ha deciso di rispondere.  «Potrei dire - scrive Milone - che la situazione è migliorata rispetto al 2008, basta leggere la classifica del Sole 24 ore di quell'anno per fare una semplice verifica. In secondo luogo La classifica parla di delitti, in questa categoria sono compresi i più svariati reati. Infine noi siamo messi meglio di Firenze, visto che il capoluogo toscano ci precede».  «Sono stato accusato di aver scaricato la responsabilità sugli extracomunitari - aggiunge l'assessore - Rispondendo alla domanda del giornalista del Tirreno, ho semplicemente evidenziato un dato inconfutabile, ossia l'80% dei reati vengono commessi da extracomunitari e che la popolazione carceraria negli istituti di pena del centro-nord è costituita per il 70% da alcune etnie. Come vedete non mi sottraggo dal dire come la penso e come è la realtà quotidiana. Purtroppo siete voi due che continuate a mettere la testa sotto la sabbia come lo struzzo (non preoccupatevi perché non siete i soli) e a rifiutarvi di vedere questa dura realtà. Il sottoscritto si è talmente esposto in questi due anni da ricevere anche lettere minatorie. Una colpa sicuramente me la posso attribuire. Non solo io ma anche le altre forze di polizia che compongono il gruppo interforze. Nel 2010 su 287 aziende sequestrate penalmente, sono state come fatte più di 500 denunce penali e queste denunce hanno contribuito a portare Prato nei primi posti delle città per numero di delitti».  «La cosa che mi ha fatto veramente sorridere, è un passaggio della vostra lettera quando scrivete che la comunità cinese è stata capace di attirare capitali da fuori. Forse avete avuto un piccolo vuoto di memoria e volevate dire che questa comunità esporta illegalmente in un anno circa un miliardo di euro verso la Cina. Tralascio la parte che riguarda i meridionali perché mi auguro che l'abbiano letta e abbiano tratte le dovute considerazioni».

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