Il Tirreno

Prato

I clienti pagano, le prostitute no

Paolo Nencioni
I controlli dei carabinieri alle prostitute
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I controlli dei carabinieri alle prostitute

Ordinanza a due velocità, scene di disperazione davanti ai vigili urbani

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PRATO. I clienti pagano, le prostitute quasi mai. A quasi due anni dall'entrata in vigore dell'ordinanza comunale firmata il 28 aprile 2009 dall'allora sindaco Marco Romagnoli che vieta la prostituzione su strada e punisce con una multa di 400 euro anche i clienti che si fermano a contrattare una prestazione, si scopre che ben poche lucciole pagano l'ammenda, mentre i clienti non si fanno pregare.

Nel corso del 2010 sono state 79 le multe comminate dalle forze dell'ordine alle prostitute, quasi sempre straniere, trovate a battere il marciapiede. Teoricamente il Comune avrebbe dovuto incassare 31.600 euro, in realtà di euro ne sono arrivati solo 2.000, perché solo cinque lucciole hanno messo mano al portafoglio. Le altre hanno preso il verbale e l'hanno buttato nel cestino, sicure di non trovarsi di fronte un esattore nel prossimo futuro. D'altronde, come dar loro torto? Molte non hanno beni "aggredibili", ma soprattutto non hanno nemmeno una residenza in Italia, dunque per lo Stato è quasi impossibile rintracciarle, e comunque lo sforzo necessario sarebbe superiore all'incasso atteso.

Sul versante delle prostitute l'ordinanza si è così rivelata un provvedimento di facciata.  Diametralmente opposto il discorso per i clienti. Qui non ci sono numeri, ma dal Comando della polizia municipale fanno sapere che quasi tutti hanno pagato, anche perché in circa 15 casi è scattato il sequestro dell'auto, una circostanza estremamente sgradevole e imbarazzante. I clienti si affrettano a pagare per non far sapere a mogli, compagne o parenti stretti che sono stati pizzicati a contrattare con una prostituta. In genere tornano a casa dicendo di aver avuto un guasto e poi recuperano la vettura il giorno dopo. Si racconta di "scene madri" davanti all'ufficio dove si pagano le multe. C'è chi dice che ha la mamma inferma, chi il padre all'ospedale, ma i vigili urbani sono inflessibili e i 400 euro (oltre alle spese di custodia dell'auto) vengono pagati sull'unghia.  «E' vero, sono poche le prostitute che pagano la multa - commenta Andrea Pasquinelli, comandante della polizia municipale - ma secondo me l'ordinanza ha funzionato, senza essere ottusamente repressiva o "fantasiosa". La deterrenza doveva funzionare nei confronti dei clienti e così è stato».

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha però messo in forse la legittimità di ordinanze come quella dell'ex sindaco Romagnoli annullando il decreto del 2008 che stava alla base dei provvedimenti sulla sicurezza affidati a quelli che sono stati chiamati i "sindaci sceriffi".  «Per ora noi continuiamo a multare prostitute e clienti - dice Pasquinelli - e ancora non ho notizia di ricorsi».

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