Il Tirreno

Prato

Abusi edilizi, via a una nuova guerra

 Eleonora Barbieri
Le villette di Poggetto
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Le villette di Poggetto

A scontrarsi Gi.Si immobiliare e Comune su alcune opere nelle villette di Poggetto

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 POGGIO A CAIANO. Riesplode la guerra tra il Comune di Poggio a Caiano e la Gi.Si. immobiliare. Stavolta gli abusi edilizi contestati sono relativi alle villette a schiera di via Ponte alla Furba 26 e via Statale 126 a Poggetto, costruite tra il 2002 e il 2004. Le vittime dello scontro, invece, sono sempre le stesse: chi ha comprato casa ignorando l'esistenza di opere non regolari.  In data 5 aprile l'ufficio tecnico ha emesso un'ordinanza di demolizione dei manufatti abusivi rivolta tanto a Silvano Finocchi, legale rappresentante della Gi.Si, all'epoca proprietaria della costruzione, al progettista e direttore dei lavori Alessio Alessi e all'impresa di Costruzioni Omero srl, ritenuti i responsabili dell'abuso, quanto agli attuali proprietari che sono oltre quindici. A questo punto gli interessati avranno 90 giorni di tempo per la riduzione in pristino attraverso la demolizione delle opere difformi rispetto alla concessione rilasciata all'epoca. Ove non possibile potrà essere chiesta la sanatoria che implica una sanzione salata. Se i privati non provvederano a rispettare l'ordinanza toccherà al Comune ristabilire la regolarità di quanto realizzato anche a costo di far intervenire le ruspe. Gli interessati comunque hanno un'altra strada da percorrere, entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento, potranno ricorrere al Tar per annullare l'ordinanza di demolizione. Non è dato di sapere quanti e quali sono gli abusi commessi, ma secondo l'ufficio tecnico riguardano sia le parti condominiali che le singole unità abitative. Tutto infatti è nato da una richiesta di sanatoria presentata il 16 giugno 2009 da uno dei residenti, la signora Emilia Fierro, probabilmente per effettuare un atto di compravendita. L'esame della sua richiesta fa scoppiare il bubbone perchè i tecnici del Comune si accorgono che sia l'appartamento della richiedente che il resto della costruzione era costellato da abusi. Ne deriva il diniego dell'attestazione di conformità in sanatoria alla signora Fierro e successivamente l'ordinanza di demolizione degli abusi commessi in tutto l'immobile. Tra l'altro la signora e i suoi familiari si sono già rivolti al tribunale di Prato contro la Gi.Si immobiliare, rea di avergli venduto un immobile con opere abusive. La società per tutta risposta ha chiamato in causa il Comune che ha già dato incarico all'avvocato Guido Giovannelli di difendere le proprie ragioni al costo preventivo di 10494 euro. Si profila quindi un'altra dura battaglia tra Gi.Si e Comune, lunga e intricata almeno quanto quella che ha riguardato le villette di via Rossini, conclusasi con un verdetto favorevole al Comune. La Gi.Si, infatti, ha dovuto versare alle casse comunali oltre un milione e 150mila euro per sanare gli abusi commessi.

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