Il Tirreno

Prato

La protesta dell’economista Berardi sul pasticcio del deposito cauzionale inserito in bolletta

«Il call center di Publiacqua parla due lingue»

Maria Lardara

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 PRATO. Alzi la cornetta ed ecco la risposta che non t'aspetti. L'interlocutore è il call center di Publiacqua, l'utente in questione è un cittadino pratese, l'economista Donato Berardi. Perché lui l'ultima bolletta, quella da 120 euro per via del deposito cauzionale (circa 80 euro) che l'azienda fa pagare una tantum ai suoi utenti, l'aveva volontariamente lasciata nel cassetto. Nessuna volontà di diventare moroso, solo il tentativo di capire meglio il pasticcio venutosi a creare con i depositi cauzionali e soprattutto dopo le modifiche approvate, circa 20 giorni fa, dall'Ato 3 Medio Valdarno. E ben sapendo che Publiacqua avrebbe dovuto adeguare i depositi cauzionali, per chiedere come regolarsi due giorni fa Berardi ha provato a comporre il numero verde dell'azienda fiorentina, 370mila utenze di cui 75mila sul territorio di Prato, per avere qualche indicazione in più.  Due telefonate, due versioni discordanti, come racconta Berardi. «La prima volta mi è stato risposto che Publiacqua non aveva ricevuto comunicazione da Ato, mentre la seconda mi è stato suggerito di pagare e poi, caso mai, avrei ottenuto i rimborsi». Ma la delibera cui si appella il cittadino risale al 16 marzo. «Che bordello amministrativo, è significativo il modo in cui queste strutture pensano di gestire le utenze. Così si costringe a pagare tutti i cittadini nonostante che l'Ato abbia di fatto dichiarato illegittimo il calcolo dei depositi».  Gli adeguamenti di questi ultimi arriveranno con il contagocce. Il sistema operativo di Publiacqua, come ci viene detto dall'azienda fiorentina, sta entrando a regime per rifare sostanzialmente tutti i conteggi e la revisione dei depositi con prossime bollette si tradurrà in una restituzione delle somme nel caso in cui l'utente abbia pagato di più.  Sempre che sia stato "virtuoso" nel rispettare le scadenze: puntualità che diventa difficile di questi tempi, visto quanto la crisi ha impoverito tante famiglie pratesi e sgonfiato gli stipendi. Come "premio" per i virtuosi, il deposito cauzionale sarà pari ad 1/6 della spesa media annua per i servizi idrici di ciascuna utenza: in pratica, per una famiglia con consumi medi, sarà pari a 34 euro, riducendosi di circa 2/3 rispetto a quanto fino ad adesso richiesto da Publiacqua. Per i morosi che hanno accumulato più di un sollecito negli ultimi due anni, ecco invece la "punizione": il deposito cauzionale sarà invece la metà della spesa media.

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