Il Tirreno

Prato

Il vescovo celebrerà alle 19 in cattedrale una messa di suffragio

Preghiere in tutte le chiese per le vittime delle guerre

Il vescovo Gastone Simoni
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Il vescovo Gastone Simoni

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PRATO. Una domenica di preghiera in tutte le chiese della Diocesi per tutti i morti uccisi nelle guerre civili in corso nei Paesi del Nordafrica, dell'Africa e del Medio Oriente. E per le centinaia di morti nel Mediterraneo sulla rotta della libertà, di una vita migliore. A promuoverla è stato il vescovo Gastone Simoni che nei giorni scorsi ha preso posizione sulla questione dei profughi offrendo la disponibilità della Diocesi e delle associazioni di volontariato ad ospitarli. Il suo pensiero, ha spiegato, si è rivolto in particolare a mamme e bambini provenienti da Paesi dove c'è la guerra e si muore di fame.

L'iniziativa del vescovo Simoni, come era facile prevedere, non è stata accolta con calore dal centrodestra che fin dai primi momenti si è sempre detto contrario all'accoglienza dei nuovi migranti in continuo arrivo a Lampedusa. Un no tanto netto quanto argomentato: Prato, coi suoi quasi 30mila residenti stranieri, senza contare i clandestini, cinesi e non, è da sempre città dell'accoglienza. Ma la misura, si è detto, è colma.

Anzi, per essere più chiaro l'assessore alle Politiche d'Integrazione, Giorgio Silli, ha coniato l'espressione "Prato è la Lampedusa della terraferma". C'è anche chi, come il leghista Paradiso, giustifica il rifiuto come una difesa preventiva dall'assalto di migliaia di tunisini potenziali spacciatori di droga. Che sbarchino a Lampedusa uomini, donne e bambini libici in fuga dalle bombe, in definitiva, non deve essere affare di Prato.

No all'accoglienza di profughi, pochi o tanti che siano. La pietà cristiana, a cui si appella il vescovo, va a farsi benedire. Ma non per tutti. Perché venerdì a palazzo Buonamici si è tenuta una riunione nella quale la Provincia e i comuni pratesi si sono detti disponibili a verificare le condizioni, sui propri territori, di eventuali ospitalità di piccoli nuclei di profughi. La Caritas ha già individuato due spazi: un'ex canonica a Sofignano e un appartamento in città.

La porta chiusa da Prato, insomma, è stata riaperta da altri enti e istituzioni. Fermo restando, come l'assessore Silli ha tenuto a precisare, che al momento non vi sono i presupposti per l'accoglienza visto che non sono previsti nuovi arrivi. Oggi, comunque, è il giorno della preghiera. Alle 19 il vescovo Simoni celebrerà nella cattedrale una messa in suffragio delle vittime degli ultimi mesi. G.C.

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