Il Tirreno

Prato

LA LETTERA

Caro Milone, i reati aumentano, prenditi le tue responsabilità senza dare la colpa agli stranieri

Giacomo Paci e David Miliotti

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 In riferimento all'intervista all'assessore Aldo Milone sull'aumento dei reati, riceviamo e pubblichiamo questa lettera di due artigiani:  Caro assessore Aldo Milone, apprezziamo il lavoro da Lei svolto contro la criminalità ed il lavoro in nero, gli interventi congiunti delle forze di polizia, atti a far sì che tutti i lavoratori abbiano gli stessi diritti e gli imprenditori le stesse opportunità, sono sotto gli occhi di tutti.  I cittadini residenti nelle zone del Macrolotto o di via Pistoiese sono ormai abituati, e soprattutto contenti, di vedere polizia e vigili impegnati nei giusti controlli alle attività.  C'è purtroppo un dato di fatto che non va dimenticato: i reati sono aumentati.  Nella sua recente intervista le scuse addotte non Le fanno onore, è troppo semplice prendersela con gli extracomunitari ed è evidente nelle sue parole la difficoltà nel trovare spiegazioni.  Qualsiasi normale cittadino ha capito che se i reati diminuivano Lei si sarebbe preso gli onori e i meriti per il lavoro svolto, ma visto che aumentano la colpa è degli extracomunitari disoccupati, dei cittadini che denunciano qualsiasi furto, della crisi economica, dei giudici che rilasciano subito i delinquenti, eccetera eccetera (anche nel calcio ogni tanto qualche allenatore quando vince si prende i meriti e quando perde è colpa dei giocatori).  Visto che ricopre una carica pubblica dovrebbe metterci la faccia e non trovare scuse, visto che comunque gli sforzi da Lei mostrati sono notevoli, ma i risultati non altrettanto evidenti.  La sua sembra solo una crociata contro i cinesi e gli extracomunitari in genere, che non sono esenti da colpe ma che innegabilmente fanno comodo alla città, sia come capacità di attirare capitali da fuori Prato, sia come forza lavoro per lavori che i pratesi non vogliono più fare.  La sua battaglia mi ricorda la stessa che alcuni cittadini pratesi combattevano contro gli immigrati dal sud che arrivavano a Prato negli anni Sessanta. E' vero, probabilmente la maggior parte dei reati era colpa loro sebbene con il loro lavoro abbiano contribuito a fare grande Prato nel mondo; ricordo che li chiamavano con un appellativo con il quale tuttora chiamano gli abitanti di una nazione nordafricana (Marocco).  Nonostante ciò qualcuno proveniente dal sud è diventato assessore alla Sicurezza, probabilmente fra cinquant'anni avremo un assessore alla Sicurezza cinese che si lamenterà per il dilagare dei reati da parte di immigrati clandestini svedesi. E' proprio vero il mondo gira e la storia si ripete.

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di Redazione web