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Prato

Tariffe più care per chi ha di più

Sopra a sinistra piazza delle Carceri di fianco l’attuale caserma della polizia municipale
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Sopra a sinistra piazza delle Carceri di fianco l’attuale caserma della polizia municipale

Comune, manovra in bilico. «Con altri tagli dovremmo interrompere i servizi...»

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PRATO. Manovra in bilico, quella del Comune «che nell'immediato non crea preoccupazioni, ma che nei mesi futuri, se i trasferimenti dovessero essere ulterioremente tagliati, creerebbe problemi soprattutto nel settore del sociale». Parola di sindaco Roberto Cenni. Tanto da concretizzare il rischio «di una interruzione dei servizi che sarà obbligo morale di questo Comune evitare mettendo in campo tutte le azioni possibili».

Parola di assessore al Bilancio Adriano Ballerini.  Insomma tempi di vacche magre per il Comune il cui bilancio di previsione 2011 è stato presentato ieri. Pochi numeri ma indicativi: l'assestato indica spese per 135 milioni di euro, i soldi effettivamente impegnati sono 130 milioni. Che danno un po' di respiro ai danni provocati dai tagli dei trasferimenti: 5,8 milioni di euro in meno dalla Stato; 1,7 in meno da Regione e Provincia. Un gruzzolo che andrà a rimpinguare sia il capitolo della spesa corrente sia quello degli investimenti: con 2,5 milioni in conto capitale e altri 2,5 milioni per la creazione di fondi di riserva (anche per coprire i debiti fuori bilancio) e fondo svalutazione crediti.

Difficoltà oggettive nel settore che richiede più risorse, sanità e sociale, che storicamente si attesta tra i 31 e i 32 milioni di euro l'anno, ma al quale quest'anno mancheranno tra 1,5 e 1,7 milioni di euro. Numeri che, nonostante tutto, non preoccupano nell'immediato, come ha sottolineato Cenni, ma che in un futuro nemmeno troppo lontano, se la stretta continuerà, potrebbero far saltare un equilibrio già fragile.

«Preoccupa il numero degli sfratti in crescita - ha proseguito Cenni - la necessità di recuperare il gap sulle case popolari e il maggiore impegno sull'assistenza agli anziani invalidi che noi vorremmo aumentare ma per il quale ci sarà bisogno di trovare risorse aggiuntive (dividendo Consiag-Estra, recupero evasione ndr) ricorrendo anche a enti esterni».  Per questo, a fronte di minori entrate e «della scelte di mantenere invariati tariffe e livelli di servizi erogati - ha proseguito Ballerini - da qui in avanti dovremo utilizzre un criterio di equità sociale sulle tariffe».

Detto con le parole del sindaco: «Un principio di sussidiarietà che dovrà diventare l'asse portante del Comune». Di che cosa si tratti è presto detto: per quanto concerne le mense scolastiche, il servizio bus scolastico e le palestre, le tariffe verranno leggermente aumentate a chi ha più disponibilità economica.

«Siamo nell'ordine - ha spiegato Cenni - di 63 euro all'anno per quelle famiglie che hanno un Isee superiore ai 37mila euro l'anno. Parallelamente verranno ulteriormente scontate le tariffe per i redditi familiari più bassi». Qualcosa in più dovrebbe entrare anche nelle casse comunali «ma si parla di cifre - ha precisato l'assessore al Bilancio - che non potrebbero modificare in alcun modo gli assetti».

Meno entrate, servizi garantiti fino a quando si potrà («e se no ricorreremo anche ad approfondire l'indebitamento - ha detto Ballerini - che invece vorremmo mantenere stabile»), tariffe bloccate. Un gioco di equilibri possibile, secondo sindaco e assessore, «solo grazie alla politica di risparmio e di riordino compiuta fino ad ora soprattutto sulla spesa corrente».

Ovvero risparmi sui servizi di telefono e pulizia, su energia e appalti di manutenzione. E risparmi pari a un milione 200mila euro anche sugli affitti passivi, quelli cioè che il Comune paga per gli uffici pubblici. Una nota positiva: gli introiti degli oneri di urbanizzazione che sono rimasti stabili: 11 milioni che in parte andranno agli investimenti. C.O.

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