La manifestazione
Niente legge Marzano per la Btp
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Riccardo Fusi La Corte d'Appello ha respinto il ricorso dei soci
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PRATO. La Corte d'Appello del tribunale di Firenze ha respinto il ricorso che i soci della Baldassini-Tognozzi-Pontello (Btp) avevano presentato contro il decreto del tribunale di Prato in cui si stabiliva che i soci non avevano diritto di richiedere l'amministrazione controllata. Nuovo stop, quindi, all'ipotesi di poter accedere alla legge Marzano per l'azienda guidata fino a pochi mesi da Riccardo Fusi. La Corte d'appello fiorentina ha in questo modo di fatto avallato la decisione del tribunale di Prato che ha già aperto la procedura di concordato fallimentare dell'azienda nominando commissionario straordinario Bruno Inzitari. Da parte loro i soci chiedevano l'applicazione della legge Marzano che prevede l'accesso a una procedura di amministrazione straordinaria con un commissario che ha 180 giorni di tempo più una possibile proroga di 90 giorni per il piano di ristrutturazione. Occorrerà quindi ora vedere se i soci della Btp decideranno di presentare ricorso in Cassazione. L'eventuale sentenza, però, potrebbe giungere con tempi medio-lunghi: 4-6 mesi. Tempi poco compatibili con le necessità urgenti del gruppo che versa in cattivissime acque. E proprio tenendo conto di una situazione sull'orlo del tracollo il tribunale di Prato prosegue sulla strada della ristrutturazione con l'obiettivo di salvaguardare i crediti, i contratti e le centinaia di posti di lavoro. Molto lavoro e stato fatto e si conta di arrivare a conclusione entro un paio di mesi. Nulla cambia, quindi, alla luce della sentenza della Corte d'Appello, negli obiettivi a cui sta lavorando il commissario Bruno Inzitari. Il prossimo appuntamento all'orizzonte è quello del 6 maggio quando in tribunale si terrà una nuova udienza nella quale le banche e i commissari (Stefano Papi e Bruno Inzitari) dovrebbe giungere con la firma sull'accordo di ristrutturazione del gruppo immobiliare della Btp. Restano, del resto, confermate, le indiscrezioni sulle trattative ad uno stadio avanzato per la cessione dei contratti dei cantieri pubblici: in corsa ci sono l'azienda romana "Impresa", AirOne e Strabach. Il 60% andrebbe alla nuova azienda mentre il restante 40% resterebbe alla Holding Bf passata però nelle mani delle principali banche creditrici (Monte dei Paschi, Unicrediti, Ugf, Banca Popolare di Milano, Cariprato e Credito cooperativo fiorentino).
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