Il Tirreno

Prato

Nasce una web tv per raccontare la città

Barbara Burzi
Francesca Perna, Marco Duradoni e Li Quing con il logo della tv
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Francesca Perna, Marco Duradoni e Li Quing con il logo della tv

Duradoni presenta "Vedo Prato": «Spazio anche alla comunità cinese»

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 PRATO. I fatti raccontati in chiave d'inchiesta dall'occhio indiscreto delle telecamere di VedoPrato.it, primo video giornale on line di approfondimento su temi sociali, istituzionali, economici e culturali che riguardano la società pratese e multietnica. E' un progetto dell'imprenditore Marco Duradoni, nato con l'intento di fare informazione in modo diverso, coinvolgendo i cittadini stessi. Anche loro saranno invitati a inviare filmati che raccontino storie e fatti di Prato. «E' un'iniziativa nuova, che riguarda la città e che è affidata a un gruppo di giovani perché vogliamo che abbia un futuro - spiega Duradoni - Non ci fermeremo alle notizie, ci interessa approfondire, dare voce a chi non ce l'ha, entrare nel merito delle cose con reportage e inchieste. Bisogna prendere atto che in città è in corso un mutamento sotto tutti i punti di vista; noi vogliamo raccontarlo».  Da lunedì alle 12 in punto il sito sarà operativo. Una decina di collaboratori, tra tecnici e videoreporter, è già a caccia di storie. Alla guida della squadra, la giornalista Francesca Perna che ha illustrato i contenuti del palinsesto: sport, musica, cultura, economia e storie della gente. Uno spazio sarà dedicato all'integrazione, in particolare ci saranno due sezioni dedicate al mondo cinese. «In una verrà mostrata agli italiani l'altra faccia del mondo cinese che vive a Prato - racconta la direttrice di testata - fatta non solo di gente che lavora nelle fabbriche ma di cultura e integrazione; un'altra parte servirà invece a collegare Prato con le diverse comunità internazionali presenti sul territorio. In questa sezione - prosegue - oltre ai video in lingua cinese ci saranno informazioni utili a chi sta in Cina e vuole avere contatti con l'Italia, avviare rapporti commerciali o visitare la nostra città». La pagina in lingua sarà affidata a Li Quing, una giovane regista e documentarista formatasi a Cinecittà, che ha realizzato numerosi reportage su come vivono i cinesi in Italia, poi andati in onda sui canali del suo paese. «I cinesi vivono chiusi nel loro castello senza sapere quello che succede intorno - dice Quing - il nostro scopo è di informarli sui servizi e le leggi per aiutarli a vivere più sereni. E per la prima volta si apre una finestra per conoscere meglio la cultura cinese».  Da qui a ottobre andrà avanti la fase di start-up dopodiché l'iniziativa entrerà a regime. «Se funzionerà potrebbe avere una valenza regionale», conclude Duradoni.

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