Il Tirreno

Prato

Spigarelli ha partecipato ad un convegno al Wall Art organizzato dai penalisti toscani

Bocciata la legge sul processo breve

Ba. Bu.
Valerio Spigarelli
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Valerio Spigarelli

Il presidente delle Camere penali: «Giustizia lenta, ma per colpa della burocrazia»

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 PRATO. Separazione delle carriere. E' questa il tema al centro della battaglia per un giusto processo portata avanti dall'Unione delle Camere penali, che culminerà nella manifestazione del 6-7 maggio a Roma. Di questo, il presidente nazionale Valerio Spigarelli ha voluto informare la platea davanti alla quale era seduto giovedì sera, al Wall Art.  Si è trattato di un'iniziativa organizzata dalla Camere penali della Toscana allo scopo di accendere la discussione sulla riforma costituzionale.  «E' una battaglia storica, non solo nostra, ma di tutta l'avvocatura - ha detto Spigarelli - quella di affermare la separazione delle carriere dei magistrati giudicanti e di quelli del Pubblico ministero».  Corollario, poi, per la realizzazione della effettiva autonomia e indipendenza dei giudici e Pubblici Ministeri è, come riportato dal presidente del Ucpi, la creazione di distinti organi per il governo delle loro carriere e di una Autorità indipendente per la funzione disciplinare.  Le Camere penali, da sempre, si battono per la piena realizzazione dei principi del giusto processo. «Il processo penale italiano ha regole che devono essere riviste», ha dichiarato l'avvocato rivolgendo un appello alle forze politiche affinché si sviluppi una discussione ad ampio raggio sulle proposte di riforma.  «Vogliamo riflettere su alcuni punti - ha detto - spesso il dibattito politico è solo propaganda: il criterio per valutare la prescrizione non può essere se una legge aiuta o danneggia Berlusconi. Se è così, noi a questo gioco non ci stiamo».  Bocciata la legge sul processo breve. «Quello che si discute oggi - ha detto - il completamento della legge Cirielli che riteniamo sia sbagliata». Eppure si dice che una legge sul processo breve sia necessaria per chiudere in certi tempi il processo penale, che altrimenti ha tempi lunghissimi. «Vogliamo parlare della qualità del processo? - ha replicato - si parla tanto di quanto durano i processi in Italia, senza entrare nel merito e capire perché: non è per eccesso di garantismo, ma di burocrazia».  Riguardo alla spesa giuridica, l'analisi di Spigarelli parte dal presupposto che «i soldi ci sono ma vengono spesi male». «Nel caso della geografia giudiziaria - ha detto - si potrebbe discutere la possibilità di eliminare i piccoli tribunali o di accorparli. Ma attenzione a non fare della demagogia, alcuni piccoli tribunali funzionano meglio di altri».

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