Il Tirreno

Prato

L’assessore Silli: «Non ci sono le condizioni per rendersi disponibili»

Ancora spaccati sull'accoglienza Provincia e Comuni sì, Prato no

Il vescovo Simoni e l’assessore Silli
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Il vescovo Simoni e l’assessore Silli

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PRATO. Il gesto del vescovo Gastone Simoni, che ha aperto le porte della Diocesi all'accoglienza di piccoli gruppi di profughi, non è caduto nel vuoto. Nell'incontro che si è tenuto ieri pomeriggio nella sede della Provincia, al quale hanno partecipato i rappresentanti dei comuni pratesi insieme al direttore della Società della salute Riccardo Poli e la direttrice della Caritas Idalia Venco, Vinicio Biagi per la Regione Toscana, è emersa una generale disponibilità a verificare eventuali possibilità di accoglienza.

Questa posizione è stata assunta dal presidente della Provincia Lamberto Gestri, dai sindaci Ilaria Bugetti di Cantagallo, Paolo Cecconi di Vernio, Doriano Cirri di Camrignano, dal vicesindaco di Vaiano Primo Bosi, dagli assessori Antonio Castellano di Poggio a Caiano e Rossella De Masi di Montemurlo.

«Quello di oggi - ha commentato il presidente Gestri - è stato un incontro positivo. Abbiamo il dovere di verificare nel nostro territorio se ci sono disponibilità d'accoglienza, nei limiti e con le difficoltà che tutti conosciamo. Raccogliendo anche l'appello del vescovo di Prato, ci sarà una verifica seria, concreta. Alcune ipotesi sono già in campo».

Nei prossimi giorni sarà istituito un tavolo tecnico formato da Provincia e Comune e collegato alla struttura di Protezione civile della Regione. Idalia Venco, in rappresentanza di Caritas e Diocesi, ha confermato la disponibilità di alcuni luoghi per accogliere i profughi. La Provincia e i Comuni, escluso Prato, insomma vogliono fare parte della rete istituzionale creata dalla Regione Toscana per dare una risposta all'emergenza profughi pur sapendo di non poter contare su ex caserme o ex scuole.  Prato esclusa, si diceva. Infatti l'assessore alle Politiche d'Integrazione Giorgio Silli, presente all'incontro, ha manifestato ancora una volta le sue perplessità.

«Continuiamo a partecipare a tutti i tavoli che monitorizzano questa situazione internazionale - ha detto - e continueremo a parteciparvi. Attualmente non ci sono le condizioni di poter dare delle disponibilità di accoglienza. Avendo già superato la fase acuta dell'emergenza, nella scorsa settimana, circa l'alloggio dei 500 tunisini in Toscana e dei quali nessuno a Prato, in questo momento non c'è né necessità né emergenza. Pertanto crediamo che sia politicamente saggio attendere l'evolversi della situazione per comprendere se la prossima settimana parleremo di clandestini, profughi o di altri status giudirici. Non si può parlare - ha continuato Silli - senza avere chiaro qual è il problema. La Regione, dieci giorni fa, aveva dato 2mila posti di disponibilità dei tunisini, fatto salvo Prato. Sono arrivati in tutto 500 tunisini. La matematica vuole che ci siano altri 1500 posti liberi in Toscana, escludendo sempre Prato. Lunedì prossimo andrò al Ministero delle Politiche sociali e riferirò al sindaco Cenni sulle ultime novità». G.C.

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