Finanza
Lamministratore della Stefan nega ogni addebito, sentito il commercialista che gli dà ragione
Videtta processato per evasione
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Un negozio della catena Stefan La Procura gli contesta di aver nascosto ricavi per milioni di euro
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PRATO. Giuseppe Videtta, amministratore unico della catena dei supermercati Stefan, è sotto processo per un'evasione fiscale milionaria, un procedimento originato da una verifica fiscale eseguita dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza nel corso del 2009. Sarà il giudice Ettore Nicotra a decidere tra un paio di mesi se davvero Videtta, come sostengono la Finanza e il pubblico ministero Giuseppe Ledda, ha sottratto al fisco tasse per circa quattro milioni di euro oppure se ha compiuto normali operazioni finanziarie tra le società del gruppo. Intanto l'imputato si è affidato a uno dei più abili tributaristi, l'avvocato fiorentino Sandro Traversi (che lo difende insieme alla collega Sara Gennai) e non ha ammesso alcuna responsabilità. Ieri è stato ascoltato un consulente della difesa, il commercialista pratese Sauro Settesoldi, che ha sostenuto la tesi secondo cui non ci sarebbe stata evasione fiscale, e il processo è stato rinviato a giugno per la sentenza. La verifica fiscale del Nucleo di polizia tributaria sulle aziende di Videtta fu devastante. Spulciando la contabilità tra il 2005 e il 2007 le Fiamme gialle trovarono traccia di movimenti per un totale di circa 26 milioni di euro su due conti accesi alla filiale pistoiese della CariLucca e alla filiale di Capalle di CariFirenze (in seguito l'Agenzia delle entrate ha ottenuto anche il sequestro di 29 libretti al portatore). Di questi 26 milioni, secondo la Finanza, poco meno di 17 sarebbero giustificati dall'attività imprenditoriale di Videtta (cessione di società), mentre gli altri 9 sono stati classificati come "ricavi non dichiarati". Dalle indagini è poi emerso che Videtta ha ceduto quattro società (Sara Supermercati, Supermercati Insieme, Supermercati Mille Idee, Giulia srl, tutte in liquidazione, con sede a Prato) a una cinese di 28 anni, Ye Qiong, che secondo l'Agenzia delle entrate è di fatto irreperibile (la residenza ufficiale è a Roma in via Capitan Bavastro). Secondo la guardia di finanza e l'Agenzia delle entrate si è trattato di un'operazione per evadere le tasse, secondo il diretto interessato è stata una normale operazione di carattere commerciale e finanziario. Come detto, sarà il giudice a decidere. P.N.
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