Finanza
Sulle orme di Agatha Christie
Miriam Monteleone
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Il professor Sozzi insieme ai due studenti vincitori Premiati al Dagomari gli studenti-giallisti
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PRATO. Da dodici anni l'istituto Dagomari, grazie all'impegno del professore e giallista Massimo Sozzi, bandisce il concorso letterario "Un giallo in due pagine" nell'ambito del progetto "Giallo come un libro". Ieri nell'Aula Magna dell'istituto Dagomari - alla presenza dei giurati e della dirigente scolastica Maria Josè Manfrè- si è tenuta la premiazione della dodicesima edizione. A spuntarla è stata una giovane coppia di scrittori noir: Miriam Lacerenza e Silvio Sorbera (classe 2ª E) con il racconto "Fratelli". «Ormai sono tanti anni che in questa scuola si parla di giallo- spiega lo scrittore e docente Sozzi -. In genere prima delle vacanze di Natale qui a scuola tengo un corso di scrittura giallistica rivolto alle classi prima e seconda, poi al termine i partecipanti sono invitati a scrivere un racconto di loro pugno. Abbiamo già realizzato due raccolte antologiche con i migliori racconti di questi anni e la terza raccolta uscirà a breve». Un modo coinvolgente, insomma, per avvicinare i ragazzi alla lettura e alla scrittura. Ma andiamo a conoscere i nomi dei vincitori. Al primo posto con il racconto "Fratelli" si sono classificati Miriam Lacerenza e Silvio Sorbera (2ª E); la medaglia d'argento è andata invece alla coppia Jennifer Giglio e Simone Romano (2ª C) con il racconto "Una stanza pulita". Terzo posto invece per Benedetta Niccolai (2ª D) con "Questioni di famiglia". Tutti i vincitori, oltre a guadagnarsi la pubblicazione, sono stati premiati con libri gialli e pergamene ricordo. Per il momento i giallisti in erba si godono il traguardo, anche se c'è già chi pensa alla scrittura come una strada da intraprendere. «L'idea dell'intreccio è venuta a me - racconta Silvio Sorbera- poi a scrivere il racconto è stata Miriam, è lei la penna. Nel racconto abbiamo immaginato un giallo tra fratelli, uno dei due muore e alla fine dopo un po' di suspence si scopre che è stato proprio l'altro fratello a commettere il delitto, anche se inconsapevolmente». «Sono molto contenta di questo traguardo- aggiunge invece Miriam Lacerenza- penso di continuare a scrivere. Mi piacerebbe coltivare questa passione, anche se per adesso penso al diploma in ragioneria. Vivere di scrittura, a quanto so, è piuttosto difficile».
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