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Quando la città ha fatto da set a pellicole "cult"

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 PRATO. Il cinema ha cercato spesso Prato negli ultimi anni. E soprattutto a partire dal boom della comicità toscana della fine degli anni Settanta, la città è diventata non di rado la location di film, alcuni dei quali diventati veri e propri "cult". E' il caso di "Berlinguer ti voglio bene" (1977), film del debutto di Roberto Benigni o di "Madonna che silenzio c'è stasera" (1982), debutto di Francesco Nuti come protagonista solitario. Nuti tornò a girare anche alla coop di Piazza S. Marco una scena di "Caruso Pascosky" (1988) e al Castello dell'imperatore un'importante scena del tormentato "Il signor Quindicipalle" (1998). Poi fu la volta di "Caino e Caino" di Alessandro Benvenuti, con lo stesso Benvenuti e Montesano.  E sempre a Prato anche Edoardo Nesi girò gran parte del suo primo e per ora unico film da regista, "Fughe da fermo". Poi è stata la volta di produzioni meno ambiziose come "Tutti all'attacco" (2005) con Massimo Ceccherini girato con i ragazzi della Polisportiva Aurora o "Sweet Sweet Marja" (2007) di Angelo Frezza con Maria Grazia Cucinotta e produzioni locali come "Cenci in Cina", che mobilitò piazze del centro e aziende locali per diversi giorni.

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