Il Tirreno

Prato

Cardiologia all'avanguardia

Alessandra Agrati
Francesco Bellandi dirigente dell’unità operativa di cardiologia
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Francesco Bellandi dirigente dell’unità operativa di cardiologia

A giugno un convegno internazionale al Metastasio

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 PRATO. L'unità operativa di cardiologia compie 11 anni e festeggia con l'organizzazione di un convegno internazionale che si terrà al Teatro Metastasio dal 9 all'11 di giugno. Una struttura che nel 2010 ha ricoverato 1300 pazienti con una degenza media di 5,5 giorni, composta da venti medici cardiologi, due capo sala trentadue collaboratori professionisti sanitari suddivisi fra Uteic e la cardiologia di degenza, cui si aggiunge un laboratorio di emodinamica e di elettrofisiologia e un'attività ambulatoriale che in media gestisce 55mila prestazioni l'anno. «Al di là dei numeri - ha sottolineato il direttore generale dell' Asl Bruno Cravedi - l'unità è sicuramente un'eccellenza nel panorama dell' area vasta, tanto che è il punto di riferimento, non solo per i pratesi, ma anche per pistoiesi e fiorentini. Continueremo a lavorare in quest'ottica, anche con il nuovo ospedale, per intensificare sempre di più la collaborazione con gli altri istituti». L'attività dell'unità operativa, tramite il laboratorio di emodinamica, esegue soprattutto coronarografie (10.932 lo scorso anno), angioplastiche (5478), angioplastiche primarie (1215), angioplastiche su sindromi coronariche acute (2298), angioplastiche elettive (1965), arteriografia e angioplastica agli arti inferiori 381, angioplastica e stenting carotideo (105) e arteriografia e angioplastica arterie renale (26). «Il lavoro che viene effettuato all' interno dell' unità - ha sottolineato il direttore Francesco Bellandi - è fatto da un'equipe di esperti che è riuscita a gestire gli interventi in un tempo massimo di 70 minuti, quando la media europea è di 90». Oltre alla velocità, elemento importantissimo per salvare il paziente, l'unità è dotata anche di strumenti all' avanguardia che rendono più efficiente l'intervento risparmiando anche sui costi. «Da qualche anno - ha sottolineato Mario Meroli dirigente medico dell'unità - utilizziamo gli stent, una sorta di rete metallica che rilascia anche un farmaco in grado di evitare che la chiusura del vaso interessato, questo ci permette di non operare più a cuore aperto, ma di intervenire con un'anestesia locale e una degenza di 5 giorni contro i 25 prevista dalla terapia tradizionale». Al Misericordia e Dolce è attivo anche un laboratorio di elettrofisiologia che tratta gli impianti di pacemaker, defibrillatori impiantabili, pacemaker biventricolari per un totale di 3000 prestazioni l'anno. «L'unità operativa - ha ricordato Anna Toso dirigente medico di cardiologia - è particolarmente attiva nel campo della ricerca attraverso una serie di lavori pubblicati sulle riviste scientifiche e utilizzati all' interno delle Line Guida Internazionali».

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