Il Tirreno

Prato

Affittano ai cinesi Scatta la maxi-multa e il ricorso al Tar

Il fabbricato di via Michelangelo a Poggio a Caiano
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Il fabbricato di via Michelangelo a Poggio a Caiano

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 PRATO. Ricorso al Tribunale amministrativo regionale per non pagare una sanzione salatissima per i presunti abusi edilizi scoperti grazie ad un'ordinanza di inagibilità scattata dopo alcuni controlli alla ditta cinese che l'immobile ospitava. I protagonisti della vicenda sono il fabbricato in via Michelangelo ai civici 15, 17, 19 e 21, i propietari Piero Marco Mazzei e la moglie Manuela Grazia Colligiani e l'amministrazione comunale.  Il pomo della discordia è costituito da una sanzione di quasi 27.000 euro, e i due proprietari dell'immobile, ovviamente, si sono opposti presentando ricorso al Tar.  La vicenda è piuttosto complessa. Proviamo a ripercorrerla. Tutto nasce la notte tra il 18 e il 19 settembre scorso quando un commando cinese ha fatto irruzione nella ditta gestita da cinesi in via Michelangelo. I membri del gruppo criminale hanno immobilizzato i titolati e gli operai per un paio d'ore per avere il tempo di portare via 20.000 euro, computer, gioielli e cellullari. Una volta sole e liberatesi dal nastro adesivo che le teneva prigioniere, le vittime hanno chiamato i carabinieri.  Indagini a parte, i militari si accorgono che tale immobile era stato controllato nei mesi precedenti riscontrando numerose irregolarità, a cominciare dai soliti soppalchi abusivi.  La segnalazione viene girata all'amministrazione comunale che immediatamente emette un'ordinanza di inagibilità e inabitabilità dell'intero capannone.  A questo punto il proprietario, per poter tornare nella disponibilità dell'immobile, è costretto a fare una serie di interventi di ripristino e di messa a norma. Ed è a questo punto che arriviamo all'oggetto del contendere. I tecnici del Comune che effettuano il sopralluogo all'interno del capannone per verificare che tutto sia finalemnte in regola, riscontrano delle difformità edilizie nella costruzione del fabbricato. Da qui l'irrogazione di una multa salata di ben 27.000 euro a carico dei due propietari e il loro ricorso al Tribunale amministrativo regionale.  All'amministrazione comunale non resterà che resistere in giudizio. A difenderla sarà l'avvocato Guido Giovannelli che ha presentato un preventivo di circa 7.500 euro.  E dire che, se non ci fosse stata quella rapina, le difformità magari non sarebbero state mai accertate. Doppio danno dunque: ai cinesi che si sono visti derubare e chiudere la confezione, e agli italiani che hanno dovuto rinunciare all'affitto e si trovano a dover pagare una sanzione salata.  E' l'effetto inevitabile del principio secondo il quale la legge è uguale per tutti: i proprietari immobiliari si stanno rendendo conto che affittare ai cinesi spesso conviene, ma talvolta c'è anche l'altra faccia della medaglia.

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