Il Tirreno

Prato

Pensione anticipata se il lavoro è usurante e si fa di notte

Maria Lardara
Pensione anticipata se il lavoro è usurante e si fa di notte

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 PRATO. Consumati dalla fatica di dover stare dietro una catena di montaggio, dal rimanere incollati al volante, o dal tenere gli occhi aperti sulla mansione quando fuori è buio. Li chiamano mestieri "usuranti" e per tanti lavoratori prossimi al traguardo della pensione, questo potrebbe essere un modo per tagliarlo tre anni prima. Per loro, appunto, il meritato riposo arriverebbe in anticipo perché il peso del lavoro si fa sentire più che in altri casi. Del decreto legislativo che regola il pensionamento anticipato per i lavoratori usuranti, approvato due settimane fa, se ne parla poco a livello territoriale e anche negli ambienti del sindacato pratese si sta cercando di entrare nelle pieghe del testo di legge per capire quale categoria può beneficiarne. «Tanto più che stiamo ancora scontando gli effetti della manovra 2010 passata sotto silenzio che ha allungato a 41 anni l'anzianità per la pensione, interessando a Prato un centinaio di lavoratori tra pubblico e privato», fa notare Giovanni Chiesi, segretario provinciale dello Spi-Cgil. Ma per qualcuno può iniziare il conto alla rovescia per dire addio al lavoro di una vita, soprattutto se si è stati impegnati in turni notturni. E Prato, con la sua vocazione produttiva legata al ciclo della filiera tessile, è forse una delle realtà più interessate dall'ultima modifica sul pensionamento anticipato. Potranno provarci, appunto, i lavoratori in fabbrica (anche meccanica e metalmeccanica) che dimostreranno di aver svolto lavoro usurante per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro (se il pensionamento è previsto entro il 2017) oppure, nel caso ci si prepari per diventare nonni a riposo dopo il 2017, di aver fatto mestieri usuranti per metà della vita lavorativa complessiva. Quasi il 5% di autisti della Cap potrebbe farci un pensierino. Un po' pochino, rispetto a un organico composto circa da 290 autisti con una media di età fra i 40 e 45 anni. «Negli anni passati dentro l'azienda c'è stato un massiccio turn over di personale - spiega Giampiero Goti, segretario del comparto trasporti della Cgil -. Quello di autista è veramente un lavoro usurante, soprattutto se fatto in età avanzata». In attesa che di fare chiarezza sul decreto anche nel mondo sindacale, sembra appurato intanto che l'anticipo di tre anni possa entrare a regime solo nel 2013, ma tentare non nuoce fin da subito anticipando l'ingresso di un anno. Benefici in vista anche per medici e infermieri che di notte stanno in corsia negli ospedali, oltreché per i dipendenti di forni e panifici e per le guardie giurate. «Ma dovrà essere valutato caso per caso - avverte Leandro Innocenti che, all'interno della Cgil, si occupa anche di salute e sicurezza - anche perché il conteggio delle nottate ai fini della richiesta di pensionamento anticipato viene poi riequilibrato con i giorni di ferie e di riposo per raggiungere il minimo. Nel caso delle guardie giurate, l'aspirazione è quella di lavorare sempre meno di notte, piuttosto che maturare quanto più possibile turni notturni per maturare prima la pensione».

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