Gioco
I numeri della ricerca sul primo semestre 2010
Prato è sesta dietro a Firenze Reggio Calabria settantesima E' allarme nelle città del nord
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Chi si aspettava di trovare Palermo, Napoli o Reggio Calabria in cima alla classifica delle città dove si commettono più reati resterà deluso. Ed è per questo che sono condivisibili certe considerazioni dell'assessore Milone sull'attendibilità dello studio realizzato dal Sole-24 Ore in collaborazione con l'Associazione nazionale funzionari di polizia e basato sui delitti denunciati nel primo semestre del 2010 (dati del Ministero dell'Interno).
Le prime dieci posizioni sono monopolizzate dalle città medio-grandi del centronord. In testa Milano con 35 reati ogni 1.000 abitanti, seguono Torino (34), Bologna (31,6), Genova (31,4), Firenze (29,1), Prato (28,9), Roma (28,2), Rimini (28,1), Imperia (26,3) e Modena (26,1). La media italiana è di 21,5 e città storicamente conosciute come poco sicure si trovano nelle posizioni di rincalzo: Napoli trentesima (20,7), Palermo e Bari trentunesime (20), Reggio Calabria addirittura settantesima su 107 (15,9).
Tra le prime dieci, solo Firenze, Prato e Roma hanno reati in crescita, ma sui numeri assoluti può essere vero che in certe aree del paese, vedi al sud, c'è una minore propensione a denunciare i reati, e questo spiega anche la posizione nella classifica. Lo studio del Sole-24 Ore analizza anche i reati più significativi per il mondo delle imprese (truffe, furti nei negozi, ricettazione, estorsioni, danneggiamento con incendio). In questa particolare classifica Prato scivola nelle ultime posizioni con un indice di 13,66 reati ogni mille imprese. Anche questo si può spiegare col fatto che nel distretto industriale c'è un numero di imprese superiore alla media nazionale.
Le prime dieci posizioni sono monopolizzate dalle città medio-grandi del centronord. In testa Milano con 35 reati ogni 1.000 abitanti, seguono Torino (34), Bologna (31,6), Genova (31,4), Firenze (29,1), Prato (28,9), Roma (28,2), Rimini (28,1), Imperia (26,3) e Modena (26,1). La media italiana è di 21,5 e città storicamente conosciute come poco sicure si trovano nelle posizioni di rincalzo: Napoli trentesima (20,7), Palermo e Bari trentunesime (20), Reggio Calabria addirittura settantesima su 107 (15,9).
Tra le prime dieci, solo Firenze, Prato e Roma hanno reati in crescita, ma sui numeri assoluti può essere vero che in certe aree del paese, vedi al sud, c'è una minore propensione a denunciare i reati, e questo spiega anche la posizione nella classifica. Lo studio del Sole-24 Ore analizza anche i reati più significativi per il mondo delle imprese (truffe, furti nei negozi, ricettazione, estorsioni, danneggiamento con incendio). In questa particolare classifica Prato scivola nelle ultime posizioni con un indice di 13,66 reati ogni mille imprese. Anche questo si può spiegare col fatto che nel distretto industriale c'è un numero di imprese superiore alla media nazionale.
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