Il Tirreno

Prato

Nelle chiesa della Madonna dell’Ulivo le esequie di Sauro Storai morto ad Abu Dhabi

Giovedì l'ultimo saluto al manager

Azelio Biagioni
Sauro Storai insieme alla moglie Kristine Si erano sposati soltanto pochi mesi fa
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Sauro Storai insieme alla moglie Kristine Si erano sposati soltanto pochi mesi fa

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 PRATO. Si svolgeranno giovedì alle 14 nella chiesa della Madonna dell'Ulivo i funerali di Sauro Storai, il manager scomparso improvvisamente nella notte tra venerdì e sabato ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi. Una vita in giro per il mondo la sua, a lavorare per le più grandi multinazionali, spazzata via in un attimo. Storai che avrebbe compiuto 52 anni il prossimo 3 maggio era nato a Montepiano, dopo gli studi superiori all'istituto Marconi a soli 19 anni entra alla General Electric dove era arrivato ad essere, fra gli altri incarichi, direttore generale per il settore vendita per il Medio Oriente e vice presidente nel comparto vendita service di tutto il mondo. Da qui la sua carriera è tutta un crescendo, come all'"Ansaldo Camozzi" nel ruolo di amministratore delegato e attualmente alla Siemens come vice presidente del comparto energetico per il Medio Oriente. E proprio per questo ultimo incarico, Storai si era trasferito a Dubai. La sua prima mansione per la General Electric fu in Russia, dove seguì la costruzione del gasdotto tra la Siberia e l'Italia. Ha vissuto in Egitto, in Kuwait, in Norvegia, in Francia e per ultimo negli Emirati. Si era risposato pochi mesi fa ed era felice. Mercoledì mattina si trovava ad Abu Dhabi per un meeting. Un malore, la corsa in ospedale, l'agonia di due giorni. Poi la morte per emorragia cerebrale.  La figlia Barbara, che abita a Prato, viene subito avvisata e parte alla volta degli Emirati. All'1,50 di sabato (23,50 ora italiana) il cuore di Storai smette di battere. Nel 2006 Sauro Storai riceve il titolo di cavaliere della Repubblica, un riconoscimento chiesto dai sindacati, quando lavorava all'Ansaldo a Milano. Era un momento particolare per l'azienda e c'erano state tensioni con i sindacati, per via di alcune scelte prese da Storai. Scelte che poi risultarono più che esatte e l'Ansaldo riprese ad assumere. Per sua volontà la salma verrà traslata a Prato, dove aveva una casa e dove ogni tanto tornava a riposarsi. Storai lascia la moglie Kristine, la figlia Barbara, i genitori Grazia ed Enzo (che abitano a Montepiano) e le due sorelle.

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