Sicurezza
Finti clienti rapinano assicurazione
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L’intervento dei carabinieri in via Piero della FrancescaGli impiegati chiedono aiuto ai passanti dalla finestra
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PRATO. I due banditi sono entrati negli uffici dell'Aurora Assicurazioni poco prima delle 18, orario di chiusura, ma non volevano stipulare una polizza. Prima si sono finti clienti, poi hanno tirato fuori le pistole e se ne sono andati con un bottino tra i 5.000 e i 10.000 euro. La rapina è stata compiuta ieri pomeriggio nell'agenzia dell'Aurora di via Piero della Francesca 22, giusto davanti all'Hotel Palace, in un palazzo che è in parte occupato da appartamenti e in parte da uffici.
«Quando i rapinatori sono entrati io non c'ero - racconta il titolare dell'agenzia, Tiziano Sperandini - C'erano tre miei collaboratori, due donne e un uomo. Sono stati loro a dare l'allarme quando i banditi se ne sono andati». Secondo la testimonianza degli impiegati, i due rapinatori hanno agito a volto scoperto. Sono entrati nell'ufficio e si sono messi a sedere fingendo di essere normali clienti. Giusto il tempo di rendersi conto che oltre ai tre impiegati non c'erano altri clienti. Poi hanno controllato il pianerottolo e sono rientrati tirando fuori due pistole. Sotto la minaccia delle armi, gli impiegati sono stati costretti a consegnare tutto quello che avevano nei cassetti: denaro contante e assegni per un totale che è ancora in corso di quantificazione, ma che dovrebbe oscillare tra i 5.000 e i 10.000 euro. «Non hanno avuto bisogno di aprire la cassaforte - spiega Tiziano Sperandini - semplicemente perché quella ce l'hanno rubata circa un anno fa. Vennero di notte e la portarono via, nonostante pesasse tre quintali. Evidentemente ci hanno presi di mira». I due rapinatori, descritti come uno alto e magro, l'altro più basso e robusto, hanno fatto man bassa del denaro e poi hanno ordinato agli impiegati di consegnare i telefoni cellulari, hanno staccato quelli fissi e hanno rinchiuso gli impiegati in una stanza, non prima di aver tolto la maniglia della finestra. I dipendenti dell'agenzia sono stati così costretti a sfondare la finestra e hanno chiesto aiuto urlando ai passanti. Uno di loro li ha liberati e ha chiamato i carabinieri, ma a quel punto i rapinatori erano già lontani. P.N.
«Quando i rapinatori sono entrati io non c'ero - racconta il titolare dell'agenzia, Tiziano Sperandini - C'erano tre miei collaboratori, due donne e un uomo. Sono stati loro a dare l'allarme quando i banditi se ne sono andati». Secondo la testimonianza degli impiegati, i due rapinatori hanno agito a volto scoperto. Sono entrati nell'ufficio e si sono messi a sedere fingendo di essere normali clienti. Giusto il tempo di rendersi conto che oltre ai tre impiegati non c'erano altri clienti. Poi hanno controllato il pianerottolo e sono rientrati tirando fuori due pistole. Sotto la minaccia delle armi, gli impiegati sono stati costretti a consegnare tutto quello che avevano nei cassetti: denaro contante e assegni per un totale che è ancora in corso di quantificazione, ma che dovrebbe oscillare tra i 5.000 e i 10.000 euro. «Non hanno avuto bisogno di aprire la cassaforte - spiega Tiziano Sperandini - semplicemente perché quella ce l'hanno rubata circa un anno fa. Vennero di notte e la portarono via, nonostante pesasse tre quintali. Evidentemente ci hanno presi di mira». I due rapinatori, descritti come uno alto e magro, l'altro più basso e robusto, hanno fatto man bassa del denaro e poi hanno ordinato agli impiegati di consegnare i telefoni cellulari, hanno staccato quelli fissi e hanno rinchiuso gli impiegati in una stanza, non prima di aver tolto la maniglia della finestra. I dipendenti dell'agenzia sono stati così costretti a sfondare la finestra e hanno chiesto aiuto urlando ai passanti. Uno di loro li ha liberati e ha chiamato i carabinieri, ma a quel punto i rapinatori erano già lontani. P.N.
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