Il Tirreno

Prato

Un eccesso di sale causò la morte

Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Prato
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Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Prato

I risultati degli esami tossicologici sul bimbo cinese deceduto a febbraio

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PRATO. Si fa complessa l'indagine sulla morte del bimbo cinese di 11 mesi avvenuta lo scorso febbraio. Si aspetta il dettaglio degli esami tossicologici ma a causare la morte potrebbe essere stato un sovradosaggio di cloruro di sodio, più banalmente il sale da cucina. Il cloruro di sodio viene utilizzato sciolto in acqua per curare la disidratazione dovuta a forti diarree.

Proprio come il piccolo, portato in un primo momento all'ospedale, aveva.  Questa sostanza è stata ritrovata nell'organismo del bambino ma ora resta da chiarire se si tratta di un sovradosaggio dei medicinali che il medico aveva prescritto al bambino poche ore prima o se qualcuno abbia pensato di curare il piccolo con del banale sale (una pratica diffusa) eccedendo però nelle dosi.

La madre disperata aveva percorso a piedi oltre un chilometro lungo via Pistoiese col figlio di 11 mesi in braccio, agonizzante. Il bambino quando era arrivato in ospedale, per la seconda volta quel giorno, era già morto. E fin da subito si era pensato a un'incomprensione sulla posologia del farmaco prescritto dai medici. Questa era stata una delle ipotesi al vaglio del sostituto procuratore pratese Sergio Affronte, che sulla morte del bambino aveva aperto un fascicolo.

La coppia di cinesi si era già presentata verso l'ora di pranzo al pronto soccorso dell'ospedale per far visitare il figlio di 11 mesi. Il bambino aveva i sintomi di una gastroenterite, diarrea, vomito, forse uno dei virus influenzali di stagione. Il pediatra che lo aveva visitato e non aveva però ritenuto che ci fosse da preoccuparsi più di tanto e aveva prescritto una terapia reidratante (o forse un antigastrico).

C'era però un problema: i genitori, nonostante fossero a Prato da tempo col permesso di soggiorno, non parlavano una parola di italiano e si erano fatti accompagnare da un amico, che a sua volta aveva chiesto l'intervento di un altro cinese per tradurre le indicazioni del medico. Alla fine sembrava che tutti avessero capito. Che cosa fosse accaduto nelle ore successive nessuno lo aveva ricostruito con certezza. E' un fatto però che intorno alle 21,30 la madre del piccolo cinese, insieme al marito, avesse varcato per la seconda volta l'ingresso del pronto soccorso.

Il suo bambino ormai non respirava più.  A casa della coppia era stata trovata una confezione del farmaco prescritto in ospedale e altri farmaci di provenienza cinese, di cui non si conosceva la composizione. I genitori avevano però fatto capire di non averli dati al bambino. Subito emerse l'ipotesi che l'interprete avesse capito male le prescrizioni del medico.  Ora si è trovata una presenza eccessiva di cloruro di sodio nell'organismo del piccolo. Rimane da capire da dove provenga quel sale e chi l'abbia dato al piccolo.

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