Il Tirreno

Prato

Blitz dei carabinieri all'Oca Fioca

Giovanni Ciattini
Controlli dei carabinieri nel night club l’Oca Fioca
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Controlli dei carabinieri nel night club l’Oca Fioca

Controlli nel night club: riscontrate diverse irregolarità

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 PRATO. Striptease, lapdance, cena sexy, il famoso bacio del diavolo. Tutto sfumato per una sera. I trenta clienti che l'altra sera pregustavano una seratina tutto pepe al night club Oca Fioca (via Traversa Beccarello) sono andati forzatamente in bianco.  A rovinare la serata a loro e ai titolari del locale sono stati i carabinieri che hanno coordinato un minuzioso controllo cominciato alle 23,30 e finito alle 3,30. Presenti i carabinieri del Comando provinciale e dell'ispettorato del lavoro di Prato, i Nas di Firenze sotto il comando del tenente Verzola, l'unità cinofila dei carabinieri di Firenze, i vigili del fuoco, gli ispettori Inps ed Enpas di Prato. Per quattro ore, dunque, il nitgh club è stato rovistato in lungo e largo. Sono stati identificati i clienti, le 19 ballerine presenti, il personale (quattro baristi, un cuoco e un deejay). Alla fine sono state riscontrate irregolarità di vario genere: tre violazioni amministrative (per un valore complessivo di 3440 euro), quattro violazioni penali in materia di sicurezza. Ed in particolare in relazione ad alcune uscite di sicurezza, l'accatastamento irregolare di materiali infiammabili, la pressione al di sotto del limite consentito di alcuni estintori, l'assenza della figura di un addetto al piano anticendio. I carabinieri hanno anche trovato un lavoratore "a nero" (un aiuto cuoco). I carabinieri si riservano ulteriori accertamenti riguardo all'impiego delle ballerine a chiamata diretta. Verranno anche svolti altri controlli riguardo all'idoneità dell'impianto di cottura della cucina interna. Alla luce di queste irregolarità i carabinieri presenteranno al sindaco di Prato una richiesta di chiusura del locale in attesa che siano ripristinate le condizioni corrette.  Abbastanza sconcertato per quanto accaduto è il titolare e direttore artistico Max Di Leva: «Siamo pronti ad apportare tutte gli aggiustamenti necessari - chiarisce Di Leva - tengo comunque a sottolineare che il nostro è un locale pulito e tranquillo. Non c'è prostituzione né droga. E i carabinieri non hanno trovato niente del genere. Noi abbiamo aperto il 16 dicembre e gli estintori antincendio sono nuovi e carichi. Le vie di fuga erano libere, solo in un caso, mi sembra, vi erano dei pannelli di un millimetro appoggiati. Non capisco a che cosa si riferiscono quando parlano di violazioni igienico-sanitarie, forse di un pavimento scheggiato che abbiamo già provveduto a coprire». Ultima puntualizzazione: «non c'era alcun lavoratore a nero. E' soltanto passato a salutare il fratello del cuoco che aveva finito di lavorare. E' entrato dalla cucina ed io non me ne ero accorto. Si figuri se noi che diamo lavoro a 34 persone possiamo permetterci di sgarrare per un addetto». Ieri sera, comunque sia, il locale è restato aperto regolarmente.

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