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Prato

Profughi, Prato fuori dalla lista

Profughi a Lampedusa
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Profughi a Lampedusa

Nessuno arriverà, la decisione ieri. Allocca attacca: «Errore politico»

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 PRATO. E così Prato non c'è. Decisione definitiva. Esclusa dalla lista delle province toscane che hanno dato la disponibilità ad accogliere sul proprio territorio i poco più di cinquecento immigrati - tra tunisini e libici - in arrivo da Lampedusa. Un passo indietro fortemente cercato dal Comune, con la Provincia su posizioni più moderate e con i Comuni del circondario aperti ad accogliere ma numeri piccoli.  Passo indietro, però, che non è piaciuto, all'assessore regionale al welfare Salvatore Allocca che qualche "schiaffo" l'ha tirato: «La posizione di Prato - ha detto - è negativa: tutti conosciamo le difficoltà oggettive che ha la città, ma non solamente Prato, ci sono situazioni critiche dovunque. Un conto però è dire distribuiamo equamente in base alle difficolta il peso e un conto è chiamarsi fuori. Credo che sia stato un errore politico». E non solo, secondo Allocca: «Probabilmente Prato non sarebbe comunque stata investita, perché avremmo tenuto conto delle difficoltà che ha, senza bisogno di rompere un fronte di solidarietà che io credo debba raccogliere tutte le comunità». In Toscana gli immigrati in arrivo saranno smistati in otto-dieci siti (nessuno dei quali vicino alla provincia pratese) così come proposto al ministro Maroni dal presidente della Regione Enrico Rossi, la cui localizzazione è ancora riservata, in strutture non troppo grandi e gestite dal volontariato.  Critico verso le posizioni del Comune anche il gruppo consiliare Pd che nel consiglio di giovedì scorso ha chiesto, per voce del consigliere Simone Mangani, un ripensamento: «Il Comune cambi idea e dia la propria disponibilità, fosse solo simbolica, ad ospitare alcune delle cinquecento persone che stanno per arrivare in Toscana». Secondo Mangani «il sindaco Cenni ha fatto un bel po' di confusione, confido involontariamente, ricordando che il Comune già ospita 46 asilanti grazie all'adesione al progetto Sprar. E' vero, ed è un bene, ma la questione Tunisia-Libia- Lampedusa non c'entra nulla perchè è dal 2006 che il Comune è dentro il progetto Sprar per i richiedenti asilo e rifugiati». Per Mangani «adesso serve quello che perfino la Bossi-Fini prevede: ai sensi dell'articolo 20 della Legge, un permesso di soggiorno provvisorio di sei mesi, utile all'identificazione delle persone arrivate e utile, sopratutto, per l'articolazione di un percorso guidato entro il quale non vi sia spazio per abusi da un lato e per furbizie dall'altro. Meglio le fughe di massa che stanno avvenendo in Puglia - aggiunge - oppure una certezza in ordine alle presenze?» E conclude. «Prato faccia la sua parte, fosse solo in termini di competenze tecniche, se proprio non ne vuole sapere di quel che sarebbe un gesto politico rilevante ed onorevole».

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