Sicurezza
La presidente dellassociazione San Vincenzo presenta il rapporto 2010 e lancia un appello
Crescono i "malati" di povertà «Occorre maggiore solidarietà»
◗
LEmporio Caritas è uno dei terminali dei nuovi poveri 3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. La povertà continua a crescere. E il disagio economico che mette in difficoltà moltissime famiglie pratesi spesso si accompagna anche ad una situazione psicologica molto critica che sfocia spesso in malattie come la depressione. A fare questa fotografia è la San Vincenzo de' Paoli di Prato nel consueto bilancio annuale. «Si vuole innanzi tutto ringraziare i privati cittadini, gli enti e le istituzioni - premette la presidente Anna Maria Fioravanti Papi - che, dandoci fiducia con i loro contributi, hanno reso possibile l'opera dell'associazione. Grazie a tale fiducia, alla quale si aggiungono i contributi regolarmente versati, come da statuto, dai confratelli, si sono potuti erogare, nell'anno trascorso, aiuti per quasi 240mila euro, dei quali: 228mila in sollievo delle povertà locali; 5mila per iniziative assistenziali diverse, 7mila per aiuti all'estero. Si sono inoltre ricevuti e distribuiti gratuitamente generi alimentari per oltre 19 tonnellate, e beni diversi (soprattutto mobili e vestiario) per un valore stimato di 14.500 euro». Poveri in aumento. Rispetto all'esercizio precedente si è avuto un incremento, nell'ordine del 14%, nel numero delle famiglie che hanno ricevuto aiuti (667, delle quali il 55% italiane), incremento che s'innesta su precedenti dati già in costante crescita negli ultimi otto anni. L'aumento nel numero delle persone assistite (circa 2.600) è più consistente, nell'ordine del 17%, il che sta a significare che le famiglie assistite sono mediamente più numerose, e che si è intervenuti in aiuto di un maggior numero di persone sole. Il peso degli immigrati. «Per quanto riguarda le tipologie di povertà affrontate - spiega la presidente - pur consapevoli della limitata rappresentatività statistica dei casi trattati, si può trarre una serie di valutazioni che intendiamo partecipare alla cittadinanza. Il numero degli immigrati ai quali l'associazione ha prestato aiuto rappresenta il 45% del totale delle persone assistite. Solo l'anno scorso la proporzione era del 25%. La depressione. Alta l'incidenza della voce "disoccupazione": oltre un quarto delle famiglie assistite ha problemi di disoccupazione totale, alla quale vanno aggiunti molti casi di lavoro inadeguato, a tempo parziale e/o saltuario. In questa fascia aumenta la presenza di turbe psichiche da depressione, con un'impennata del 77% sui dati precedenti. Notevole la sofferenza dei minori (11% dei casi trattati). Altrettanto presente il disagio degli anziani (8% dei casi). Diviene statisticamente significativo anche il numero delle persone cadute in povertà a seguito di separazioni familiari. I nuovi poveri. «E' ormai consolidato - chiarisce la presidente - il fatto che, nei casi dei cosidetti "nuovi poveri", si tratti per lo più di famiglie cadute in povertà da situazioni di precedente relativa tranquillità, prevalentemente per perdita del lavoro, specialmente in età matura. Si cerca di concentrare le risorse su quelle situazioni di dissesto temporaneo, con possibilità concrete di un lavoro o di nuove entrate a breve termine. Allo stesso tempo, si sono dovuti contrarre gli aiuti in presenza di situazioni valutate come "irreversibili". Tale aspetto ricorre con frequenza in quelle famiglie d'immigrati che presentano una pressoché totale mancanza d'entrate e che, non potendo contare - come molte nostre famiglie - sull'aiuto di genitori o, addirittura, nonni, si trovano in condizioni d'indigenza assoluta. Questa componente, secondo le risultanze ricordate sopra, è quasi raddoppiata, ed è lecito domandarsi con quali mezzi e con quali provvedimenti si potrà fronteggiare il perdurare, se non l'accrescimento, di situazioni del genere. «Pur intravedendo qualche luce nell'andamento dell'economia - conclude la presidente Fioravanti Papi -, i dati sopra riportati danno la sensazione che quanto si definiva "emergenza" assuma piuttosto, allo stato dei fatti, l'aspetto di una costante in negativo. Si rende quindi necessaria, da parte di tutti, una piena consapevolezza delle dimensioni del problema, accompagnata da una rinnovata cultura della solidarietà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
