Il Tirreno

Prato

Gli investigatori propendono per una causa naturale: un malore mentre lavorava in una ditta

Cinese morta per strada

Pasquale Petrella
La salma dell’orientale sul marciapiede in via del Campostino a Mezzana
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La salma dell’orientale sul marciapiede in via del Campostino a Mezzana

Un testimone: «Aveva un mestolo infilato in gola»

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 PRATO. «Ho sentito urlare, mi sono affacciato e ho visto sul marciapiede di fronte una donna cinese che si disperava e chiedeva aiuto. Mi sono avvicinato ed ho notato che lì per terra c'era una ragazza cinese, era scalza, non dava segni di vita ed aveva un mestolo di legno infilato in gola». Così Mirko della Commerciale automobili carrozzeria racconta la tragedia di cui è stato testimone.  E' accaduto ieri pomeriggio poco dopo le 17 in via del Campostino a Mezzana. Una donna cinese dell'apparente età - secondo la polizia - fra i 35 ed i 40 anni, è morta sul marciapiede dove è stata trasportata a braccia dai suoi compagni di lavoro in una vicina ditta di confezioni. Una morte le cui cause sono ancora tutte da chiarire anche se una prima ipotesi fatta dagli investigatori è quella del malore. Ma c'è quello strano particolare del mestolo infilato in gola e un livido all'altezza della trachea che hanno spinto i poliziotti a non tralasciare nulla al caso e che li ha portati a fare tutti i rilievi e a raccogliere tutte le testimonianze possibili.  «Io credo che si sia sentita male e che nel tentativo di farla respirare e tenerle la lingua giù, abbiano usato il mestolo di legno - aggiunge Mirko - Aveva la camicetta sbottonata davanti come se avessero tentato di rianimarla. Io ho subito chiamato il 118 e la polizia e in pochi attimi sono arrivati il medico con i volontari che hanno tentato di rianimarla e forse per un attimo ci sono anche riusciti perchè sentivo dire che avevano rilevato dei segnali di vita, poi però ho capito che non ce l'avevano fatta. L'età? Mi è sembrata molto giovane di sicuro non arrivava a trent'anni».  La polizia ha individuato la ditta di confezioni dove la donna lavorava, un capannone con ingresso laterale rispetto allo stesso stanzone che nella parte anteriore confina con la Tessitura Italia. E lì si sono concentrate le investigazioni anche se in un primo momento è stato difficile raccogliere testimonianze visto che c'è stato un fuggi fuggi generale. I poliziotti sembra comunque che abbiano identificato il fratello della donna e un gruppo di altri cinesi che lavorava nell'azienda. Tutti sono stati condotti in questura e interrogati. La versione che ieri sera è parsa la più convincente è quella della morte naturale. Stamani però il sostituto procuratore della Repubblica, Sergio Affronte, dovrebbe disporre l'autopsia per togliere ogni dubbio. Ci sono da mettere dei punti fermi anche sull'identità, sull'età e sulla sua regolarità o meno sul territorio italiano. Tutti elementi che ieri sera non erano ancora del tutto stati accertati.  La salma è stata recuperata da un carro funebre della Croce d'Oro e trasportata in ospedale.

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