Gioco
Mercatino dei fiori a Chinatown per abbellire, integrare, attrarre E' l'iniziativa di tre donne
◗
Claudia Durso e Luigia Santi due delle promotrici del mercatino dei fiori Esposizioni e balconi fioriti da Porta Leone al bar "Lo scalino" «Cercavamo un'idea al femminile per riqualficare il quartiere»
3 MINUTI DI LETTURA
PRATO. Ogni fiore è un segno d'amore, quello che nutre un gruppo di donne per il proprio quartiere, stanche di vedere affibbiata a questo l'etichetta di Chinatown. Perché in via Filzi, via Pistoiese e strade limitrofe loro, Luigia, Claudia e Licia, ci sono cresciute e hanno messo radici. E perché a partire da un fiore possono sbocciare, simbolicamente, la rinascita e la riqualificazione di una zona dove incuria, degrado e problemi di convivenza sono ancora all'ordine del giorno. Obiettivo numero uno: riportare gli italiani a passeggio per via Pistoiese, farli uscire di casa e favorire l'aggregazione. Obiettivo numero due: abbellire il quartiere e vestirlo a primavera in modo da richiamare gente. Come? Organizzando un mercatino dei fiori, riempiendo di banchini e addobbi floreali il tratto da porta Leone al bar "Lo Scalino" (la macchina dei preparativi si sta muovendo per giugno). «Alcuni negozi pratesi hanno già dato la loro disponibilità: qualcuno, ad esempio, porterà dei carrettini di fiori» spiega Claudia Durso, l'artefice della proposta che è stata sottoposta a Unione commercianti e all'assessorato di Roberto Caverni. A sostenere Claudia, in questa volontà di fare qualcosa per il proprio quartiere è Luigia Santi, piccola produttrice di ceramiche che fa parte del gruppo Donne Impresa di Confartigianato e che, per l'appunto, vive in via Pistoiese. E non è un caso che tutte e due siano accomunate da un discreto pollice verde. «Cercavamo un'idea di rivalutazione al femminile di questa strada - spiega Luigia - e c'è venuto in mente il mercatino dei fiori». A Claudia piace pensare al mercatino come «un segnale di cambiamento con un'azione d'impatto visivo per fare stare bene i pratesi». E se cinesi vogliono comprare al mercatino, dice, perché no? «La domenica mattina, con i negozi chiusi, il mercato non darà noia a nessuno: l'intenzione è di farne un appuntamento periodico». Il tutto sarà abbinato a un concorso legato al balcone fiorito più bello, individuato da una giuria. Certo, non sarà facile convincere i cinesi a mettere alla finestra o alla terrazza una piantina. Ci penseranno semmai a farlo le famiglie italiane che abitano nelle vie. «Vorrà dire che contribuiranno con i fiori finti - sorride Luigia - vivendo qui ho notato quanto a loro piacciano più di quelli veri». Intanto in casa Unione commercianti la categoria dei fiorai, ben nota per la sua creatività (una parte dà vita all'evento "Florarte"), scalda i muscoli ed è pronta a dilettarsi in composizioni originali. «Piena disponibilità nel dare una mano per l'organizzazione dell'iniziativa - assicura il direttore dell'Unione Gianluca Niccolai - i nostri fioristi stanno già pensando di proporre creazioni che evochino l'arte orientale». Rimane il problema dei fondi per cui si aspetta un cenno del Comune. L'Unione commercianti sarebbe disponibile ad accollarsi una piccola parte della spesa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
