Il Tirreno

Prato

Il comitato contesta l'assessore

Alessandro Pattume
Un momento animato della contestazione all’assessore Roberto Caverni
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Un momento animato della contestazione all’assessore Roberto Caverni

Caverni si difende: «Ci fu un referendum del Quartiere, rifacciamolo»

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 PRATO. Se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto. Erano una ventina i residenti di Chiesanuova che ieri hanno seguito alla lettera il proverbio bloccando l'assessore alla Mobilità Roberto Caverni fuori dal Comune e pretendendo un confronto su via Tirso.  I cittadini costituiti in comitato sono da tempo sul piede di guerra a causa dei sensi unici istituiti dal Comune in via Tirso e via Tagliamento. Denunciano non solo l'inutilità dei provvedimenti ma anche la loro pericolosità.  «Tante volte abbiamo chiesto a Caverni un incontro per parlare di questo problema, ma lui non si è mai degnato di una risposta - spiegano i manifestanti - così oggi siamo venuti noi a trovarlo». Con l'arrivo degli operai mandati dal Comune a finire i lavori per chiudere al traffico via Tirso in entrata da via Liliana Rossi, è arrivata l'altro ieri anche la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza.  «Non hanno voluto aspettare - racconta Marcello Gufoni - e abbiamo capito che se non venivamo fin qui non ci avrebbero mai ascoltato».  E così sono arrivati in massa, con i cartelli «all'assessore piace fare il girotondo» e con tanta di quell'indignazione che l'assessore Caverni, all'inizio solo sorpreso di tanta irruenza, ha finito per preoccuparsi quando il volume dei toni s'è alzato così tanto da trasformarli in grida.  Perchè gli abitanti di via Tirso e via Tagliamento, oltre a essere costretti al "girotondo" di sensi unici per tornare a casa, si sentono soprattutto soli al cospetto di un'amministrazione che non ascolta le loro esigenze.  Caverni, dal canto suo, ha cercato più volte di ripetere due semplici concetti. Che «La richiesta delle modifiche è arrivata direttamente dalla circoscrizione Nord e quindi io ero convinto di farvi un favore», e che «sono stati spesi 9mila euro: non mi possono permettere di spendere invano 9mila euro altrimenti sarei costretto a richiederveli in qualche modo». Un concetto quest'ultimo, che scatena ancora di più la rabbia dei manifestanti, che si fanno più vicini all'assessore.  «Siamo arrivati a livelli incredibili - protesta una ragazza - da una parte cercano sempre di scaricare le colpe sugli altri, dall'altra s'attaccano a 9mila euro che sono stati loro a spendere in malo modo». Gli abitanti di Chiesanuova sentono insomma presi in giro. «Vogliamo che tutto torni come prima - spiega Valeria - questa soluzione non va bene perché dà problemi di viabilità e di sicurezza ai residenti. E Caverni ci ha risposto che non intende tornare indietro. Che lo ha fatto per fare un favore alla Nord e che se vogliamo cambiare di nuovo le cose dobbiamo pagare i lavori di tasca nostra. E questa secondo voi sarebbe democrazia?».  Nel frattempo il presidente della Circoscrizione Nord Alberto Manzan ha chiesto a Caverni di rivedere il piano del traffico, e l'assessore Caverni avrebbe proposto una soluzione precisa. Un referendum a tappeto per conoscere l'opinione di tutti i cittadini di Chiesanuova.  Piena solidarietà ai cittadini del comitato di via Tirso è arrivata anche dall'Italia dei Valori. «E' stato necessario che i cittadini facessero un vero e proprio agguato davanti al palazzo comunale all'assessore alla mobilità Roberto Caverni per costringerlo ad avere un confronto diretto sulla rivoluzione del traffico fra via Tagliamento e via Tirso - si legge nel comunicato - una rivoluzione che il Comune sta portando avanti senza aver mai ascoltato i cittadini che si sono costituiti in comitato, perché, secondo loro, la soluzione proposta dall'assessore anziché risolvere le questioni di viabilità nella zona le aggrava. Come Idv, attraverso il nostro capogruppo in consiglio Aurelio Donzella, avevamo presentato una interrogazione in Consiglio affinché se ne potesse discutere nel luogo più approvato, ma è stata rinviata ad altra data».

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