Il Tirreno

Prato

Un artista cittadino poco conosciuto Ma una strada ricorda Luigi Cini

Alessandro Assirelli

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 Un artista pratese, Luigi Cini, poco conosciuto ma molto attivo a Bologna, meritò nel 2005 l'intitolazione di una strada. Alcuni lettori hanno chiesto notizie su questo cittadino e noi ben volentieri li accontentiamo non prima, però, di avere stigmatizzato il comportamento della Treccani che continua a non voler modificare i dati sbagliati della voce enciclopledia su Cini, malgrado l'invio di ben tre e-mail di richiesta.  Pittore e scenografo nato a Prato il 27 aprile 1766. All'età di 23 anni si trasferisce da Firenze, luogo del suo primo apprendistato, a Bologna. Nel giugno 1796, in una città che da poco aveva aperto le porte all'esercito napoleonico, viene arrestato e subito rilasciato poiché scambiato per un'altro pittore fiorentino che aveva fomentato alcuni tumulti filo repubblicani. A Bologna risulta presente all'Accademia Clementina visto che partecipa nel 1795 e nel 1797 al premio Fiori. Riuscirà a vincerlo solo nel 1803, per la sezione di figura. A quest'anno risale l'esecuzione di un monumento dipinto nella Certosa dedicato ad Alberto Fortis, purtroppo perduto, ma documentato da disegni e incisioni. Per lo stesso camposanto dipinge la memoria a Giovan Battista Morandi (1817 circa). Nel 1815 si reca a Roma e - come ricorda Antonio Basoli nel suo catalogo - «mi venne una scrittura da Roma per andare a dipingere le scene per uno spettacolo in quella gran Capitale, cosa che non potei accettare, e perciò misi nelle mani di Cini, pittore, la mia scrittura, il quale accettò l'onorevole e lucroso contratto». I suoi primi lavori all'interno delle mura cittadine sono invece relativi a scenografie per il Teatro del Corso. A partire dal 1816 sono documentate le prime commissioni per la decorazione di stanze di residenze private, attività che diverrà prevalente per il pittore e che gli darà grande considerazione, sia a livello locale che nazionale. Sono infatti documentati suoi viaggi a Parma, Modena, Roma e Napoli. Nel 1821 si consolida il suo ruolo nella cultura artistica bolognese, che trova conferma nel titolo di accademico con voto presso l'Accademia delle Belle Arti. Tra i suoi lavori più noti va segnalata la prospettiva nel cortile di accesso al Collegio di Spagna, eseguita nel 1834-35, mentre nel palazzo Rossi di Strada Maggiore decora alcuni soffitti. Nel palazzo Malvezzi Leoni, in via Zamboni, esegue la parte prospettica di uno sfondato, mentre la realizzazione del paesaggio spetta a Luigi Gasparini. Altri suoi interventi figurano: in casa Guizzardi (1816), in palazzo Rodriguez (1822), ed in palazzo Baciocchi.  Tra gli interventi in edifici pratesi ricordiamo il palazzo Goggi Marcovaldi in Via Mazzini, decorato dal Cini con scene mitologiche e storiche e la villa Rigoli a Carmignano. Scomparve il 31 ottobre 1845.

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