Toscana
Lettere e calendari per aiutare i ragazzi del Mozambico a frequentare la scuola
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Le terze A e B della Ser Lapo MazzeiIniziativa di solidarietà di alcune classi della Ser Lapo Mazzei in collaborazione con gli operatori della onlus "Al pozzo di Sichar"
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PRATO. Prato chiama Xinavane. O meglio gli studenti della terza A e terza B delle medie Ser Lapo Mazzei, chiamano e soprattutto aiutano gli studenti della scuola comunitaria Santa Rita di Xinavane in Mozambico. Un rapporto epistolare e di aiuti concreti avviato nel 2009 e mai finito, grazie all'iniziativa di una professoressa dell'istituto, Antonietta Randazzo, insegnante di inglese, e dei rappresentanti dell'associazione onlus "Al Pozzo di Sichar" che collaborano con le missioni delle Figlie della carità in Eritrea e Mozambico e che portano le loro esperienze, con laboratori e seminari, nelle scuole di ogni ordine e grado.
Si può dire che tra i ragazzi pratesi e i ragazzi africani sia nato un amore. Dai risolvoti concreti. Perchè gli studenti di Xinavane hanno ricevuto il ricavato della vendita dei calendari, realizzati dagli studenti delle Mazzei e fatti con i disegni dei bambini mozambicani durante un laboratorio di pittura con i volontari della onlus.
Denaro che è andato a sostenere la frequenza scolastica dei ragazzi di Xinavane, costretti, per andare a scuola, a percorrere anche 15 chilometri al giorno e spesso a dover partire, per fare in tempo, anche di notte.
«Gli studenti pratesi hanno "mantenuto la parola" - è il giudizio dei rappresentanti di "Al pozzo di Sichar" - e hanno deciso in comune accordo, di aiutare i compagni mozambicani per continuare a frequentare la scuola tutti i giorni. La parola - aggiungono - ha senso quando è intrisa di verità e impegno e questo gli studenti delle classi coinvolte lo hanno compreso e dimostrato con grande serietà». Nella primavera dell'anno scolastico 2009-2010 l'associazione è stata chiamata alle Mazzei. La professoressa Randazzo si è impegnata per far conoscere ai propri alunni realtà diverse da quelle vissute dai ragazzi, partendo dalla vita quotidiana dei ragazzi africani. Attraverso un gioco di solidarietà e con l'aiuto di un video girato in Mozambico, gli allievi della "Ser Lapo Mazzei" sono stati invitati a fare corrispondenza con gli alunni della scuola di di Xinavane in inglese. Lettere consegnate dopo qualche mese ai ragazzi africani dai volontari della onlus che si erano recati in Mozambico per tenere laboratori di informatica, pittura, ricamo, inglese. La risposta non è tardata: nel dicembre dell'anno scorso la onlus è tornata alle Mazzei per dare agli studenti le lettere dei ragazzi africani accompagnate dalle foto. «Durante il confronto e lo scambio di varie opinioni sulla vita che conducono i ragazzi mozambicani - spiegano i volontari della onlus - sono nate alcune idee per continuare il rapporto epistolare e, magari, un aiuto. Ed è da qui che è nata l'idea dei calendari». Molto attenti i ragazzi pratesi alle difficoltà dei ragazi africani: «Riuscire a garantire loro la frequenza a scuola - concludono gli operatori della onlus - significa avere la possibilità di costruire un futuro più dignitoso, conoscere i propri doveri e i propri diritti, ossia essere persone libere. E questo, i ragazzi italiani l'hanno capito perfettamente».
Si può dire che tra i ragazzi pratesi e i ragazzi africani sia nato un amore. Dai risolvoti concreti. Perchè gli studenti di Xinavane hanno ricevuto il ricavato della vendita dei calendari, realizzati dagli studenti delle Mazzei e fatti con i disegni dei bambini mozambicani durante un laboratorio di pittura con i volontari della onlus.
Denaro che è andato a sostenere la frequenza scolastica dei ragazzi di Xinavane, costretti, per andare a scuola, a percorrere anche 15 chilometri al giorno e spesso a dover partire, per fare in tempo, anche di notte.
«Gli studenti pratesi hanno "mantenuto la parola" - è il giudizio dei rappresentanti di "Al pozzo di Sichar" - e hanno deciso in comune accordo, di aiutare i compagni mozambicani per continuare a frequentare la scuola tutti i giorni. La parola - aggiungono - ha senso quando è intrisa di verità e impegno e questo gli studenti delle classi coinvolte lo hanno compreso e dimostrato con grande serietà». Nella primavera dell'anno scolastico 2009-2010 l'associazione è stata chiamata alle Mazzei. La professoressa Randazzo si è impegnata per far conoscere ai propri alunni realtà diverse da quelle vissute dai ragazzi, partendo dalla vita quotidiana dei ragazzi africani. Attraverso un gioco di solidarietà e con l'aiuto di un video girato in Mozambico, gli allievi della "Ser Lapo Mazzei" sono stati invitati a fare corrispondenza con gli alunni della scuola di di Xinavane in inglese. Lettere consegnate dopo qualche mese ai ragazzi africani dai volontari della onlus che si erano recati in Mozambico per tenere laboratori di informatica, pittura, ricamo, inglese. La risposta non è tardata: nel dicembre dell'anno scorso la onlus è tornata alle Mazzei per dare agli studenti le lettere dei ragazzi africani accompagnate dalle foto. «Durante il confronto e lo scambio di varie opinioni sulla vita che conducono i ragazzi mozambicani - spiegano i volontari della onlus - sono nate alcune idee per continuare il rapporto epistolare e, magari, un aiuto. Ed è da qui che è nata l'idea dei calendari». Molto attenti i ragazzi pratesi alle difficoltà dei ragazi africani: «Riuscire a garantire loro la frequenza a scuola - concludono gli operatori della onlus - significa avere la possibilità di costruire un futuro più dignitoso, conoscere i propri doveri e i propri diritti, ossia essere persone libere. E questo, i ragazzi italiani l'hanno capito perfettamente».
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