Il Tirreno

Prato

Vecchio ospedale, nessun accordo

G.C.
L’assessore regionale lla salute Daniela Scaramuccia insieme al direttore generale dell’Asl 4 Bruno Cravedi
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L’assessore regionale lla salute Daniela Scaramuccia insieme al direttore generale dell’Asl 4 Bruno Cravedi

In attesa dei soldi del Comune paga la Regione

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 PRATO. Tanti argomenti affrontati nella prima tappa della giunta regionale (la seconda è prevista martedì 15 febbraio quando al confronto con gli amministratori locali parteciperà anche il presidente Enrico Rossi). La presenza dell'assessore regionale alla salute Daniela Scaramuccia è stata l'occasione per chiederle chiarimenti su due questioni in attesa di una risposta.  Il nuovo ospedale di Prato è a buon punto ma resta ancora da chiarire come il Comune di Prato intenda rispettare l'impegno ad acquistare per 43 milioni parte del vecchio ospedale, soldi necessari per finanziare la costruzione del nuovo. Il sindaco Cenni è apparso fino ad oggi molto scettico.  «Esiste un accordo di programma sottoscritto da Regione, Asl, Comune, Provincia e Soprintendenza il 18 marzo 2005, che stabilisce che ".....il Comune di Prato si impegna: a corrispondere alla Asl 4 il prezzo di vendita di porzione del presidio ospedaliero in 43 milioni di euro, secondo la valutazione effettuata dall'Agenzia del Territorio di Prato". Se ora non ci sono le condizioni perché questo accordo di programma venga rispettato, le risorse vanno comunque trovate. Ci sono stati incontri tra i tecnici, e anche tra me, il sindaco di Prato e il direttore della Asl 4, con l'obiettivo di sollevare il problema e valutare altre opzioni, ma finora non sono emerse soluzioni concrete. Questo non comporterà in nessun caso un rallentamento dei lavori per il nuovo ospedale. La Regione ha assicurato il finanziamento dello stato di avanzamento dei lavori attraverso il fondo di rotazione».  Il direttore generale Cravedi ha sollevato il problema dei fondi non commisurati agli abitanti reali della Provincia di Prato. Migliaia di stranieri clandestini usufruiscono dei servizi senza però essere conteggiati fra i residenti.  «Il recente rapporto Caritas di Prato (2010) valuta in alcune migliaia il numero degli immigrati clandestini presenti sul territorio di Prato. L'azienda sanitaria ha sempre assicurato a questi cittadini tutte le prestazioni sanitarie necessarie attraverso i propri servizi con la presenza di mediatori culturali. Nell'ambito del "Tavolo per la sicurezza - area territorio salute" è stata presentata una richiesta di riconoscimento e di valorizzazione di queste prestazioni ed il prefetto si è impegnato a riportarlo al "tavolo" costituito a Roma presso il Ministero degli Interni. La Regione Toscana intende comunque sostenere l'attività dell'Asl con interventi mirati legati alla specificità di Prato. Comunque questo importante tema rientra nella più ampia valutazione in corso in merito ai criteri di accesso al fondo sanitario regionale».

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