Il Tirreno

Prato

Cittadella del tessile nell'ex Rivatex con tutta la filiera

Ilenia Reali
Cittadella del tessile nell'ex Rivatex con tutta la filiera

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PRATO. Una filiera tessile in miniatura. Tutta raccolta nello spazio di quella che è stata una delle più importanti fabbriche della Valdibisenzio, ora fallita: la Rivatex. E' il progetto su cui sta lavorando l'azienda pratese Marcolana. La trattativa con l'immobiliare proprietaria del fabbricato è aperta.

Tra coloro che parteciperano al progetto oltre ai titolari di alcune aziende terziste anche Fidi Toscana. Le trattative sono a buon punto, ma sul progetto, da parte di tutti gli attori in campo, per ora si mantiene il più stretto riserbo. La notizia è però di quelle che non si riesce a tenere nascosta e a Prato (ma soprattutto in Vallata) se ne sta già parlando.

Il piano dovrà coinvolgere le istituzioni a vari livelli e, non ultimo, c'è ancora in campo il progetto di acquisizione dell'azienda grossetana Mabro da parte dei proprietari di Marcolana, la famiglia Barontini. Marcolana avrebbe già fatto un'analisi approfondita dei problemi che affliggeranno il distretto una volta che arriverà, e questo in parte sta già accandendo, la tanto aspettata ripresa.

L'originalità del progetto però non prevede una verticalizzazione interna completa ma l'avvio di collaborazioni strette con imprese artigiane che lavorano sulle varie fasi della filiera e che potrebbero raggrupparsi tutti in una stessa zona industriale. Nell'immobile che sarà acquistato dai Barontini si trasferirebbe quindi non solo Marcolana ma tutti gli attori di una piccola filiera tessile. Sotto i tetti dell'ex Rivatex entreranno le materie prime e usciranno gli abiti.

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