Sicurezza
Un soffio d'aria gonfia il filato ed emoziona
Mar.Lar.
La nuova creatura di Igea piace ai clienti. E ora via agli investimenti
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PRATO. "Air flow", ovvero "soffio d'aria". Una combinazione particolare di fili per rendere il filato gonfio e ultraleggero. Costa caro il gioiello dell'ultima collezione moda che piace tanto ai clienti della Manfattura Igea (in mostra a Pitti Filati): la novità sta spingendo una delle aziende storiche del distretto, specializzata nella produzione di filati fantasia, a lanciare una nuova stagione di investimenti. Il sorriso a 360 gradi stampato sul volto dell'ingegnere Stefano Borsini, presidente di Igea spa (come di altri suoi colleghi pratesi presenti fino a oggi alla rassegna fiorentina), la dice lunga su come vadano gli affari in questo delicato momento per questo produttore di filati che ha l'attività nella zona di Tavola. Soprattutto è quel recupero del 10% sul fatturato archiviato nel 2010 (rispetto al 2009), a dare la molla e infondere il coraggio giusto per rinnovare il parco macchine con un investimento che si aggira intorno a 800mila euro. Macchinari che consentiranno a Igea di consacrare a battesimo "Air flow", la nuova frontiera di filati gonfi e leggeri, come detta la nuova tendenza moda. «Per il 2011 speriamo di mettere a segno un +5% di crescita, anche se alla fine saranno cruciali gli ultimi sei mesi dell'anno», auspica un soddisfatto Stefano Borsini che ieri mattina allo stand non aveva un minuto per distrarsi, di fronte a tanta affluenza di clienti americani. «Non posso certo lamentarmi di questa edizione, il secondo giorno sta dando risultati migliori del primo e si sono visti nomi importanti del mondo della moda. I filati di lino vanno per la maggiore». Se il 2011 è partito con il piede giusto per Igea spa, il 2010 non è andato male sul fronte degli investimenti. Un filone caro ai Borsini, giunti ormai alla quarta generazione nella conduzione dell'azienda ("Villa Borsini" di proprietà del nonno di Stefano, dallo stile liberty e risalente al 1890, è visibile ancora oggi in via Ferrucci ed è in buona parte disabitata), è quello della "green economy". E così a fine 2010 i tetti dei capannoni di via Polliative furono sostituiti completamente da un impianto fotovoltaico di 3mila metri quadri, capace di produrre in un anno 530mila chilowatt di corrente elettrica. «Metà la usiamo in azienda - spiega Borsini - e metà la rimettiamo sulla rete. Per questa iniziativa abbiamo avuto il sostegno delle banche». L'attività a Prato viaggia parallelamente con quella in Polonia, dove dal 2002 opera un altro pezzo di filatura, per un totale di 120 addetti impiegati nelle due strutture. «Mai pentiti di questo investimento in una terra dove all'epoca aprivano pochissimi pratesi, maggiormente attratti dalla Romania. A Prato comunque - conclude il numero uno di Igea - abbiamo sempre mantenuto la produzione dei filati fantasia e di pregio».
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