Il Tirreno

Prato

LA DENUNCIA

Pinori striglia i colleghi «Già ripresa la corsa al ribasso»

Roberto Pinori
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Roberto Pinori

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 FIRENZE. L'azienda Pinori sta dando soddisfazioni. Lo stand è pieno, gli ordini ci sono, le collezioni sono apprezzate. Come i colleghi si investe in macchinari e sul prodotto ma Roberto Pinori, patron dell'azienda che ora gestisce con la figlia Raffaella ha un rammarico.  «Sappiamo ormai benissimo - dice - che se lavoriamo come sappiamo fare sui filati fantasia non abbiamo concorrenza. I cinesi quello che facciamo noi non lo sanno fare anche se sono temibili e se hanno cominciato anche a comprare il sucido (lane non pettinate ndr) in Argentina». «Il vero problema di Prato - aggiunge - siamo, da sempre, noi pratesi. Sono ripartiti gli ordini ed ecco che riparte la manfrina. I clienti girano con il campione in mano tra le nostre aziende e chiedono il prezzo per rifarglielo uguale. E a Prato cosa si fa? Una bell'asta. Te lo fanno a 10? Ed io a 9 euro. E quell'altro a 8 e quell'altro ancora a 7. Così ci roviniamo l'uno l'altro. Con questa crisi non si è imparato niente. Siamo ripartiti con i nostri antichi vizi. Quando impareremo a non farci la guerra?». I.R.

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