La manifestazione
IMMIGRAZIONE
Riccardo Mazzoni (coordinatore prov. Pdl)
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IMMIGRAZIONE La vera integrazione non si valuta con un test In base all'articolo letto sul vostro giornale del 24 gennaio, voglio aggiungere la mia opinione sempre condividendo ciò che ha detto Kamel Zejnati. Secondo me, la vera integrazione non può essere valutata da un test ma da una politica vera d'integrazione che non è stata mai fatta né svolta da tutte le forze politiche, sia di sinistra che di destra. Inoltre gli immigrati sono stati esclusi nella partecipazione politica, e ora anche i ragazzi di seconda generazione. La vera integrazione inizia dalla scuola, dai luoghi del lavoro, dalle associazioni e i partiti. Trovo che non sia giusto che uno dopo tutti questi anni di lavoro, di contributo economico e sociale, un immigrato sia chiamato a fare un esmae di italiano per ottenere un diritto che gli spetta. Come mai non è stata mai fatta una politica diversa nei nostri confronti a tutti i livelli, comunale, regionale e nazionale? Io vedo l'immigrato in Italia con un bracciante, finita la raccolta, si trovano mille scuse per cacciarlo e fra queste scuse l'esame d'italiano. Vorrei dire a chi ha fatto questa legge che la maggioranza degli immigrati che ha lavorato nelle fabbriche e in tutti gli altri settori, ha contributo e lasciato una traccia in questo paese, e se c'è una parte di questi che ha problemi linguistici penso che vada aiutata. Come dice Roberto Begnini, «gli italiani vogliono che gli immigrati parlino in italiano, imparino la Costituzione, paghino le tasse, svolgano lavori faticosi, insomma tutte le cose che gli italiano non sanno fare». Invito tutte le forze politiche e tutte le istituzioni osservino i posti posti di lavoro e nelle scuole direttamente, a vedere che i figli di immigrati sono ottimi studenti, e talvolta aiutano persino i figli di italiani a fare i compiti. Msaad Abdelaziz LA POLEMICA Nel Pdl difensori della Chiesa che non hanno proprio titolo Si calmino, si chetino Sacconi, la Santanchè, Quagliariello, Prestigiacomo e altri sodali del Pdl! A che titolo affermano di essere i difensori della Chiesa? Si vergognino di questo tentativo di "barattare" la loro immoralità con le prebende di "leggi" su temi che impropriamente contrassegnano come "etici" e contributi vari generosi quali finanziamenti alle scuole cattoliche, esenzioni delle tasse per edifici ed attività varie collegate alla Chiesa. Affermare la distinzione fra ruolo pubblico istituzionale e confessionale nell'elaborazione delle leggi dello Stato che deve essere di per sé laico, anche per garantire la libertà di tutti, non significa essere a favore o contro la Chiesa, ma valorizzare i cardini fondamentali del liberalismo cui molto impropriamente ed a chiacchiere si dice di volersi prioritariamente ispirare Si calmino, abbiano perlomeno il pudore di evitare improbabili mistificazioni che non tengono conto che non sono i depositari della difesa della Chiesa, dimenticando artatamente che molti nella Sinistra e nel Centro sono veri cattolici e moralmente ineccepibili al contrario di tanti ipocriti "tartufi" la cui immoralità è indifendibile ed è fonte di grave imbarazzo nella Ecclesia diffusa. Si calmino e pensino al male che stanno facendo a questa nostra società! Giuseppe Maddaluno (Dicearchia 2008) NOMINE Consiglieri senza competenze nel cda del Centro di Galceti Ho letto stamattina sulla cronaca locale delle nuove nomine del presidente e del cda del Centro di scienze naturali di Galceti dopo la "burrasca" Tozzi. Se non sbaglio uno degli slogan del sindaco Cenni in campagna elettorale era quello di nominare nelle partecipate persone competenti, che avessero una certa preparazione specifica in materia, in poche parole persone preparate a ricoprire quel ruolo. Non conosco tutti i nominati ma alcuni sì, e chiedo al nostro sindaco quale competenze in materia ha il signor Agostini se non quella di essere un suo caro amico? E il signor Lazzeri che competenze faunistiche ha oltre ad essere un consigliere della Lega Nord? Non ci siamo caro sindaco, proprio non ci siamo. Stefania P. MEMORIA E SHOAH Combattere ogni segnale di antisemitismo La Giornata della Memoria non potrà mai essere un anniversario solo rituale, perché l'Olocausto del popolo ebraico - insieme agli stermini troppo spesso dimenticati dei Rom, dei Sinti, degli omosessuali e delle persone disabili - è impresso a lettere scarlatte nella storia dell'uomo come il male assoluto. Oggi purtroppo assistiamo ancora una volta al tentativo scellerato di mettere in discussione la Shoah e di cancellarla così dalla memoria collettiva, e il fatto che a capo di questa manipolazione della verità ci sia uno Stato come l'Iran trasforma questo revisionismo in una gravissima minaccia internazionale, perché dietro la negazione dell'Olocausto si nasconde la perversa volontà di negare il diritto all'esistenza di Israele. Negare che quegli orrori siano avvenuti è insieme un'offesa alla memoria e alla storia, e non è certo una coincidenza che i negazionisti della Shoah ripropongano spesso ideologie razziste e antisemite nei loro Paesi. La memoria è un dovere verso un popolo che è stato vittima di un perverso disegno di sterminio ed è anche un dovere verso le giovani generazioni, alle quali si deve trasmettere la consapevolezza e la conoscenza del passato, e in questo senso il treno della memoria che la Regione Toscana organizza ogni anno è una grande iniziativa di civiltà. E' necessario, allo stesso modo, combattere ogni rigurgito di antisemitismo anche quando esso si nasconde dietro l'antisionismo, perché antisionismo significa negazione dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita ieri e della sua sicurezza oggi. Così come non può esserci alcuna esitazione nel condannare senza appello gli anni bui delle leggi razziali del Fascismo e le persecuzioni antiebraiche della repubblica di Salò, pagine vergognose della storia d'Italia.
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