Il dolore
Lazienda ha parlato di ristrutturazione del credito. Oggi Camera di consiglio
La Btp si oppone al fallimento
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Il procuratore della Repubblica Piero Tony Udienza in tribunale: il giudice ha preso tempo
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PRATO. Incontro ieri tra la Btp e il tribunale di Prato. L'azienda ha spiegato nell'udienza che «l'intenzione di addivenire, nei minimi tempi tecnici necessari, alla presentazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis della legge fallimentare e ha fatto istanza affinchè il tribunale valuti l'adozione, nel frattempo, di idonee misure cautelari che consentano la protezione del patrimonio aziendale, nell'interesse dei creditori e della collettività. A riferirlo in una nota la società dell'imprenditore pratese Riccardo Fusi nell'udienza fissata in tribunale dopo che, nei giorni scorsi, la Procura di Prato aveva chiesto la verifica dell'esistenza dei presupposti per la dichiarazione di fallimento. All'udienza del procedimento per l'accertamento dello stato di insolvenza di Btp, gli avvocati dell'azienda, Ilaria Pagni e Alfredo Craca, «hanno portato all'attenzione del giudice una serie di elementi che il Tribunale dovrà valutare per verificare se ci sono i presupposti per procedere nel percorso finalizzato alla risoluzione della situazione di tensione finanziaria determinata dalla crisi del settore delle costruzioni e dai recenti fatti di cronaca», si legge nella nota. La legge 182 bis sui fallimenti prevede che l'imprenditore in stato di crisi possa domandare l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori. Il tribunale si è riservato la decisione sui provvedimenti provvisori da adottare e forse già oggi se ne parlerà in Camera di consiglio. Btp aveva stipulato un accordo con 54 banche per ristrutturare il suo debito che ammonta circa a 900 milioni di euro. Me è sul mutuo da 150 milioni di euro erogato nel 2008 a Btp da Mps (60 milioni), Unipol Banca (50 milioni), Credito cooperativo fiorentino (10), Cariprato (20) e Banca Mb (10). Intanto il Ros dei carabinieri di Firenze sta esaminando gli incontri con alti dirigenti di banche procurati dal sottosegretario Daniela Santanchè al costruttore Riccardo Fusi, amico del coordinatore del Pdl Denis Verdini. E' quanto si apprende in ambienti giudiziari a Firenze. In particolare, nel filone d'inchiesta in cui Fusi è indagato con Verdini e avvocati per i rapporti intrattenuti tra il suo gruppo Btp e le banche, il Ros sta cercando di chiarire proprio quali aiuti Fusi ottenne dalla Santanchè nel 2008-2010, e in cambio di cosa. Ciò sia rispetto alle difficoltà politiche attraversate da quest'ultima nel 2008 (era naufragata la sua esperienza ne La Destra di Storace a cui aveva aderito e cercava un ruolo nel centrodestra), sia all'interesse di Fusi di voler trattare ad alto livello con le banche con cui era fortemente indebitato il suo gruppo. Dalle indagini del Ros emerge che l'onorevole Santanchè procurò a Fusi incontri con dirigenti di Intesa San Paolo e Unicredit, quest'ultima peraltro individuata dalla procura di Firenze come capofila di 54 banche presso cui il gruppo Btp sta studiando di proporre un programma per la ristrutturazione del debito, che è valutato in circa un miliardo di euro.
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