Sicurezza
LETTERA A GRILLO
Un inspiegabile sostegno al sindaco Cenni
Nicola Oliva consigliere comunale Pd
2 MINUTI DI LETTURA
Caro Beppe Grillo, ho deciso di scriverti dopo che alcuni tuoi sostenitori hanno lanciato una mobilitazione a sostegno del sindaco della mia città, Prato. Hanno anche uno slogan: «Io sto con Cenni, mi fido di lui». Si sono mobilitati per partecipare ai lavori del consiglio comunale proprio nel giorno in cui, per una coincidenza del destino, sedevano in prima fila tra il pubblico tre giovani donne che erano giunte da Reggio Calabria: reggevano uno striscione con su scritto:'Sasch Rizziconi: dove sono finiti i nostri soldi?'. Quando sono stato eletto per la mia prima volta in consiglio comunale, pur sedendo all'opposizione, mi attendevo molto da questo sindaco di "successo", che si è presentato da "civico". Godeva delle simpatie della città, che chiedeva gesti concreti e un salto di qualità nell'affrontare la durissima crisi del manifatturiero. Niente di tutto questo si è realizzato, purtroppo. Colui che si era presentato come un uomo di successo (è il patron del gruppo Sasch), si è poi scoperto essere un imprenditore alla guida di un gruppo societario oberato dai debiti. Colui che si era impegnato a guidare il cambiamento di Prato è adesso distratto dai problemi aziendali, all'insegna dello slogan'Se riparte la Sasch, riparte Prato', che riprende in tono assai minore quello del Governatore della Toscana:'Se riparte Prato, riparte la Toscana'. Ora, ti manifesto tutto il mio stupore nell'apprendere che i tuoi sostenitori credono alla teoria del sindaco vittima-dei-poteri-forti che siedono in consiglio comunale e che ne ostacolano l'azione politica. Ci vuole un bel coraggio a sostenerlo, quando Roberto Cenni, prima di diventare sindaco, ha guidato per anni la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato! In tutti questi anni di lui non si ricorda un solo atto di indirizzo né una iniziativa pubblica affinché il mondo del credito potesse sostenere e guidare un processo di fuoriuscita dalla crisi al fianco delle tante ditte artigiane che lottano tra mancanza di liquidità e difficoltà di accesso al credito. Né si è fatto niente per CariPrato, inglobata da Banca popolare di Vicenza: una perdita secca per Prato, costretta a dipendere dalle strategie bancarie disegnate nella lontanissima Vicenza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google