Il Tirreno

Prato

La scommessa di Paola e de “I’Buccino”

Lascia il lavoro in un'azienda e apre un negozio in via Montalese

Alessandro Pattume
Paola Partenzi nella sua nuova panetteria
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Paola Partenzi nella sua nuova panetteria

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 MONTEMURLO. Qualcosa in più di un nuovo negozio. Fino al 31 dicembre 2010 Paola Partenzi, la titolare della nuova panetteria di via Montalese "I' Buccino", ha infatti lavorato come ragioniera in una grande azienda tessile di Prato. Poi ha lasciato tutto e s'è messa in proprio seguendo un motto semplice e diretto: "Bisogna crederci". "I' Buccino" ha aperto in sordina sabato scorso al posto di quello che fino ad un mese fa era stato "Il Buon Pane", proprio in via Montalese e proprio in quel tratto di strada al centro di aspre polemiche tra amministrazione e commercianti, di cui l'ultimo capitolo risale a un paio di mesi fa quando venne depositata negli uffici comunali una petizione per il ripristino del doppio senso di marcia. Tutto questo non sembra però interessare a Paola Partenzi, 48 anni la prossima settimana. «Di queste problematiche conosco solo qualche dettaglio ma a me questo mi è sembrato subito un buon posto - spiega la titolare de "I' Buccino" - e confido non solo sui clienti del quartiere ma anche su quelli che durante tutta la giornata passano sulla Montalese. Per tanti sono stata dall'altra parte del bancone e di come funzionano gli orari e di quali sono le necessità dei clienti credo ormai di saperne qualcosa». La risposta dei montemurlesi non s'è fatta attendere. «Ho aperto sabato scorso senza nemmeno farmi troppa pubblicità e sinceramente sono molto contenta - racconta Paola Partenzi - quando qualcuno torna chiedendoti il pane che ha comprato la volta prima vuol dire che hanno apprezzato i tuoi prodotti e che si è già creato un piccolo legame che sarà importante coltivare con cura. Non solo un nuovo negozio però, a Montemurlo da sabato scorso c'è anche un commerciante nuovo di zecca. In barba alla crisi. O, meglio, proprio contro la crisi.  «Per 26 anni ho fatto la ragioniera nella classica azienda tessile pratese e avrei potuto tranquillamente continuare a farlo. Però le cose non vanno bene perchè anche se il lavoro c'è, per essere pagati bisogna sudare - racconta - così quando me ne è capitata l'occasione ho deciso subito di provare a cambiare. Ho capito che preferisco avere rapporti con le persone che starmene davanti a un computer tutto il giorno. E poi mia figlia ha 23 anni, l'ho fatto anche per lei, guardando avanti. Bisogna crederci nel futuro, magari ridimensionandosi, magari anche inventandosi qualcosa. Se ci si lascia deprimere dalla situazione - conclude la titolare de "I' Buccino" - allora non si ha scampo».

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