Finanza
La Procura contesta abuso d’ufficio, truffa e falso a cinque imputati, tra cui l’ex direttore generale
Indennità, via al processo
Paolo Nencioni
Dirigenti comunali a giudizio per la selezione interna
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PRATO. E' iniziato ieri davanti al Tribunale presieduto da Ettore Nicotra il processo a carico dell'ex direttore generale del Comune, Roberto Forzieri, e altri quattro imputati che devono rispondere a vario titolo delle accuse di abuso d'ufficio, truffa e falso in atti pubblici. Il sospetto è che abbiano favorito qualcuno in una selezione interna riservata ai dipendenti comunali. Insieme a Roberto Forzieri, tra gli imputati figurano la dirigente Rosanna Tocco, il direttore generale del Comune di Pistoia Renzo Ferri, la dirigente del Comune di Firenze Sonia Ceccherini e lo psicologo Leonardo Caponi. E' stata invece prosciolta dal gip la segretaria della commissione che doveva valutare i candidati, Donatella Palmieri, anche se il pubblico ministero Roberta Pieri ha fatto ricorso in Cassazione. La vicenda che ha portato al processo risale al dicembre 2007 (giunta di centrosinistra) e se n'è avuta notizia nel gennaio dell'anno scorso quando la Procura ha chiuso l'inchiesta dopo mesi di indagini della sezione di pg della polizia presso il Tribunale. La selezione oggetto degli accertamenti era una sorta di concorso interno riservato ai dipendenti di categoria D per l'inserimento nell'albo delle "posizioni organizzative" che avrebbe garantito un'indennità annuale di circa 8.000 euro. In molti ambivano all'avanzamento di carriera e di stipendio, ma i posti in ballo erano solo 32: sarebbero poi stati inseriti in un albo dal quale poi i dirigenti dei settori avrebbero attinto per attribuire "posizioni" e indennità. Dubbi sullo svolgimento delle prove scritte e orali (il 12 e 19 dicembre del 2007) furono subito avanzati da Cgil e Cisl. «Le procedure adottate e le materie oggetto di esame - scrissero i rappresentanti sindacali - non hanno rispecchiato in alcun modo la professionalità dei soggetti interessati». A questo si aggiunse un esposto presentato da alcuni dei candidati ai quali erano stati preferiti altri nella valutazione finale, e il sostituto procuratore Roberta Pieri avviò un'indagine che si è conclusa con la formulazione delle imputazioni. L'abuso d'ufficio ipotizza che qualcuno dei 32 prescelti non avesse titoli o capacità superiori a quelle degli esclusi. Il falso ideologico invece fa riferimento al sospetto che alcuni verbali avrebbero attestato la presenza di membri della commissione che invece al momento della firma sarebbero stati assenti. Il rinvio a giudizio degli imputati risale allo scorso luglio. Le famose "posizioni organizzative" invece, con le relative indennità, sono decadute. Scadevano il 31 dicembre del 2009 e la giunta Cenni non ha più attinto all'albo contestato. Dopo l'apertura, il processo è stato rinviato ad aprile per alcuni difetti di notifica.
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