Il dolore
Come sconfiggere il burocratese
Barbara Burzi
Sotto accusa sigle non spiegate, abuso di maiuscole, termini oscuri
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PRATO. Il "burocratese" ha i giorni contati: al via in Comune la lotta all'uso di «espressioni barocche» che appesantiscono la lettura di un testo compromettendo l'efficacia comunicativa del contenuto. In altre parole, perché ricorrere a all'uso di termini quali «espletare l'atto» oppure «corresponsione di una somma di denaro» quando si potrebbe dire più chiaramente «realizzare l'atto» e «pagamento della somma di denaro»?
A questo hanno tentato di dare una risposta i relatori intervenuti ieri al seminario formativo per i dipendenti comunali sull'uso del manuale "Regole e suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi" realizzato dall'Ittig (istituto di teoria e tecniche dell'informazione giuridica) del Cnr di Firenze insieme ad Accademia della Crusca e Università di Firenze. «Il manuale - ha spiegato Raffaele Libertini dell'Ittig - parte dal presupposto che gli atti amministrativi non devono essere solo legittimi, ma anche comunicativi cioè comprensibili, precisi, chiari e non ambigui. Succede spesso infatti che atti della pubblica amministrazione rivolti ai cittadini siano invece oscuri e, a volte, inutilmente barocchi».
Dal confronto che si è tenuto ieri mattina nel salone consiliare di palazzo comunale sono emersi i primi esempi di riscrittura di un testo. Se una regola precisa non c'è, esistono delle pratiche virtuose che servirebbero ad avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini. Nel caso delle sigle più volte ripetute all'interno di circolari e atti amministrativi, il manuale dice di «spiegarne il significato per esteso la prima volta» e poi di «riprendere solo l'acronimo». Riguardo all'impiego delle maiuscole si evidenzia «un abuso». Le espressioni «obliterare» e «pervenire» diventano «timbrare» e «arrivare». Bisogna, inoltre «evitare "il culto del precedente" e del "fai da te"». «Altrimenti si rischia solo di ripetere e consolidare eventuali errori fatti in precedenza», ha aggiunto Libertini. «Ci aspettiamo che dalla lettura di questo manuale - ha concluso il relatore dell'Ittig - vengano fuori ulteriori idee e suggerimenti utili a migliorarlo. Se finora ci siamo soffermati sulla struttura dei provvedimenti, ci occuperemo presto anche delle certificazioni di cui affronteremo leparticolari esigenze».
La presentazione della versione definitiva del manuale avverà nel corso di un convegno che si terrà l'11 febbraio presso l'Accademia della Crusca. Il convegno vedrà la partecipazione di studiosi dell'Ittig, dell'Accademia della Crusca, delle università e, inoltre, di dirigenti della presidenza del Consiglio dei ministri, delle Camere, delle Regioni e delle autonomie locali. L'incontro è rivolto a chiunque voglia approfondire i temi del linguaggio chiaro ed accessibile della pubblica amministrazione: giuristi, linguisti,funzionari e dirigenti di enti e organismi che hanno tra i propri compiti quello di redigere atti amministrativi. Il testo provvisorio del manuale di scrittura è reperibile all'indirizzo www.pacto.it
A questo hanno tentato di dare una risposta i relatori intervenuti ieri al seminario formativo per i dipendenti comunali sull'uso del manuale "Regole e suggerimenti per la redazione degli atti amministrativi" realizzato dall'Ittig (istituto di teoria e tecniche dell'informazione giuridica) del Cnr di Firenze insieme ad Accademia della Crusca e Università di Firenze. «Il manuale - ha spiegato Raffaele Libertini dell'Ittig - parte dal presupposto che gli atti amministrativi non devono essere solo legittimi, ma anche comunicativi cioè comprensibili, precisi, chiari e non ambigui. Succede spesso infatti che atti della pubblica amministrazione rivolti ai cittadini siano invece oscuri e, a volte, inutilmente barocchi».
Dal confronto che si è tenuto ieri mattina nel salone consiliare di palazzo comunale sono emersi i primi esempi di riscrittura di un testo. Se una regola precisa non c'è, esistono delle pratiche virtuose che servirebbero ad avvicinare la pubblica amministrazione ai cittadini. Nel caso delle sigle più volte ripetute all'interno di circolari e atti amministrativi, il manuale dice di «spiegarne il significato per esteso la prima volta» e poi di «riprendere solo l'acronimo». Riguardo all'impiego delle maiuscole si evidenzia «un abuso». Le espressioni «obliterare» e «pervenire» diventano «timbrare» e «arrivare». Bisogna, inoltre «evitare "il culto del precedente" e del "fai da te"». «Altrimenti si rischia solo di ripetere e consolidare eventuali errori fatti in precedenza», ha aggiunto Libertini. «Ci aspettiamo che dalla lettura di questo manuale - ha concluso il relatore dell'Ittig - vengano fuori ulteriori idee e suggerimenti utili a migliorarlo. Se finora ci siamo soffermati sulla struttura dei provvedimenti, ci occuperemo presto anche delle certificazioni di cui affronteremo leparticolari esigenze».
La presentazione della versione definitiva del manuale avverà nel corso di un convegno che si terrà l'11 febbraio presso l'Accademia della Crusca. Il convegno vedrà la partecipazione di studiosi dell'Ittig, dell'Accademia della Crusca, delle università e, inoltre, di dirigenti della presidenza del Consiglio dei ministri, delle Camere, delle Regioni e delle autonomie locali. L'incontro è rivolto a chiunque voglia approfondire i temi del linguaggio chiaro ed accessibile della pubblica amministrazione: giuristi, linguisti,funzionari e dirigenti di enti e organismi che hanno tra i propri compiti quello di redigere atti amministrativi. Il testo provvisorio del manuale di scrittura è reperibile all'indirizzo www.pacto.it
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