Il Tirreno

Prato

Esame d'italiano per Gentian

Maria Lardara
In settimana a Prato cominceranno i test d’italiano per gli immigrati
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In settimana a Prato cominceranno i test d’italiano per gli immigrati

Albanese, lavora come imbianchino, si sta preparando alla prova

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 PRATO. Gli viene da sorridere al pensiero di dover rispondere a domande tipo: «Buongiorno, ho un forte mal di gola, che cosa posso prendere?». E viene anche da buttarla un po' sullo scherzo: «Ma devo fare un esame d'italiano o una prova entrare alla facoltà di farmacia?». Sentendo parlare così fluidamente Gentian, qualunque insegnante dell'ufficio scolastico provinciale, lo ammetterebbe a pieni voti al test d'italiano, quello che venerdì prossimo, 28 gennaio, venerdì 4 febbraio e venerdì 4 marzo, vedrà sedersi sui banchi di scuola media della Mazzoni (sede del Ctp, in via San Silvestro), il primo centinaio di stranieri residenti a Prato che hanno fatto domanda per "il permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo" (ex carta di soggiorno). Ai primi 12 toccherà farsi valere venerdì pomeriggio, per altri 28 (divisi in gruppi di 14) la mattina e il pomeriggio del 4 febbraio, un'altra mandata di aspiranti "soggiornanti di lungo periodo" slitterà al primo marzo, per motivi organizzativi e di disponibilità di aule.  Fosse per Gentian, 28enne albanese di Scutari che ha preso casa in un quartiere della "Prato bene" come La Pietà, l'ideale sarebbe togliersi subito il pensiero dell'esame. Nel suo caso, l'appuntamento con il test è fissato per il primo marzo (la domanda era stata inoltrata alla prefettura a fine dicembre scorso). Lo aspettano una prova di ascolto (circa 25 minuti di durata), una prova di lettura e comprensione (circa 25 minuti) e una prova di scrittura (10 minuti). Gentian sa che a Firenze una signora albanese è stata "bocciata" (il livello dell'italiano da accertare è il più semplice, A2). Del resto, come conferma Daniele Colbertaldo, dirigente immigrazione della Prefettura di Prato, «sono parecchi gli albanesi iscritti al test, data la loro buona conoscenza dell'italiano: pochissimi invece i cinesi».  Gentian è imbianchino con una piccola ditta individuale da mandare avanti: a Prato vive da otto anni con la sorella e il fratello più piccolo. Gli affari vanno bene, il giro di amicizie ce l'ha fra gli italiani. «Sono arrivato dall'Albania con permesso di studente. Ero iscritto alla facoltà di Scienze turistiche, quella a Novoli, che poi ho lasciato. Spero che questo esame non sia troppo complicato». E mentre pronuncia "complicato", fa quasi effetto sentirlo aspirare la "c". Che poi questo test sia strumento d'integrazione, Gentian ha i suoi dubbi. «Lo faccio perché mi sono stancato di dover andare tutti gli anni in Questura per il rinnovo del permesso: soldi (costa circa 80 euro, ndr) e tempo perso sottratto al mio lavoro. Già per eseguire il test perderò una giornata». L'ex "carta di soggiorno" è infatti un documento che non va rinnovato annualmente e può essere richiesto dopo cinque anni di soggiorno regolare in Italia. Il suo futuro Gentian lo vede in Italia: «Che vado a fare in Albania? Qui sto bene, voglio farmi una famiglia qua».

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