Il Tirreno

Prato

Poggio a un passo dai 10mila abitanti

Eleonora Barbieri

Aumentano gli stranieri e raggiungono l'11% della popolazione totale

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 POGGIO A CAIANO. A un passo dai 10mila abitanti. Mancano esattamente 41 unità per toccare questo traguardo che non porta premi per i vincitori, ma solo problemi per gli amministratori locali che in conseguenza all'aumento dei residenti, sono costretti ad incrementare i servizi, a cominciare dalla scuola. Al primo gennaio la popolazione poggese è costituita da 9959 persone, 163 in più rispetto allo stesso periodo del 2009. Un salto maggiore di quello che si registrò tra il 2008 e il 2009: 137 unità. Certo, la crescita è frenata rispetto agli anni "boom" 2004, 2005 e 2006, ma c'è. Ed è determinata soprattutto dagli stranieri che crescono di ben 139 unità, circa il 75% dell'incremento totale. Gli immigrati sono aumentati di più dell'anno scorso quanto salirono di 100 unità. Complessivamente sono 1069, quasi l'11% del totale della popolazione. Nessuna novità nella classifica delle nazionalità. Sul primo gradino del podio i cinesi, seguono i romeni, albanesi e i marocchini. Anche il saldo naturale, cioè la differenza tra nati e morti, conferma il notevole peso degli stranieri. Il risultato infatti, è positivo sopratutto grazie ai neonati stranieri come dimostrano i numeri: il saldo naturale è 30 nati in più del numero dei decessi di cui 24 stranieri. Una tendenza già in atto nel 2009 quando addirittura il saldo naturale risultò positivo solo grazie ai neonati stranieri, e nel 2008 in cui i nati furono 104 di cui 21 stranieri e i morti 79 con un saldo naturale di 25 bambini. La stabilità del saldo naturale tra il 2010, il 2009 e il 2008 a fronte di un aumento più contenuto della popolazione totale, ci offre una chiave di lettura molto chiara: sono diminuiti i trasferimenti o se si preferisce il gergo tecnico, le iscrizioni anagrafiche, che al netto delle cancellazioni sono 133 e come detto sono soprattutto stranieri. La ragione è da imputare a due fattori collegati fra di loro: la saturazione del territorio e il regolamento urbanistico "frena cemento" approvato nel 2006 che limita il frazionamento delle abitazioni e impedisce la realizzazione di case-alveare.

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