Il Tirreno

Prato

Quante storie di vita partono da una foto della maturità

Barbara Burzi

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 PRATO. Si chiamano Annalisa, Costantino, Filippo e Luca. Cosa hanno in comune questi ultra 45enni pratesi? Fino a 27 anni fa, erano compagni di classe, un gruppo di ragazzi che ha condiviso il percorso della "maturità".  Oggi le loro strade si sono separate, ma tra loro non c'è nessuno che al pensiero degli anni trascorsi al liceo non provi un briciolo di nostalgia.  Luca Martinelli racconta con un po' di rimpianto di aver perso un anno «a causa di un'adolescenza segnata da un impegno politico forte, che nella fase iniziale si è caratterizzata per un atteggiamento di contestazione». I ricordi più vivi di Filippo, invece, sono legati ai suoi "meriti scolastici", fra tutti l'8 in condotta. «Per fortuna andavo bene nelle altre materie, altrimenti mi sarei giocato la maturità», ammette. Per Annalisa, studentessa eccellente, «quelli del liceo sono stati anni importanti, serviti a gettare le basi per il futuro». Poi c'è anche chi, come Costantino, senza averlo cercato, si è ritrovato a vestire i panni dell'attore-clown, regista e sceneggiatore di commedie.  Stiamo parlando degli ex alunni della 3ª B del liceo classico Cicognini. Era il 1984 quando la classe affrontò l'esame di maturità, mentre la notizia della morte di Enrico Berlinguer faceva il giro del mondo e riempiva le cronache dei giornali insieme al debutto nei negozi del primo computer Apple della storia e alla beffa sul ritrovamento delle false teste di Modigliani. A distanza di oltre un quarto di secolo dal diploma, di quegli ex allievi diventati "maturi" nelle aule di via Baldanzi, si possono raccontare storie altrettanto interessanti per le cronache di oggi. Storie di vita, tra aspettative e imprevisti. Eccone alcune.

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