Il Tirreno

Prato

I CATTOLICI E BERLUSCONI

coord. Udc-Partito della Nazione

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POLEMICA/1 Modelli di vita vergognosi Di questo il premier si scusi  Siamo i genitori di una ragazza di 16 anni che con impegno, e senza scorciatoie, sta cercando di crescere. Proprio per lei, per dare valore alla sua fatica di diventare donna ci sentiamo in dovere di alzare la voce. Non si può accettare tutto in silenzio, non possiamo permettere che vengano considerati normalità - e urlati - modelli di vita che tradiscono la dignità delle persone. Soldi, gioielli, cene e festini. Ma che esistenza è questa? Ma che razza di modelli si propongono ai nostri ragazzi? Non ci interessa la rilevanza penale di ciò che ha fatto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. E' un fatto secondario e non spetta a noi giudicare.  Siamo indignati perché lo stesso presidente, padre e nonno, insieme ai suoi sodali - e in quel numero ahimè anche un sacerdote come don Romano Faldi - ci vuol far credere che sia tutto normale, che sia tutto giusto. Non è tutto normale e non è tutto giusto. E non è una questione di cattivi magistrati. E' una questione di coscienza (quella dell'uomo Berlusconi) e di cultura (quella propinata, non da ora, dalle televisioni Fininvest). Ma ha letto don Romano cosa si dicono queste povere ragazze mentre parlano tra loro? Ha visto la Ruby Rubacuori in tv? Un buon padre di famiglia invece di consegnarle soldi e gioielli, avrebbe fatto bene a indirizzarla verso una casa-famiglia, prospettandole la possibilità di farsi strada onestamente. E cosa ha da dirci don Faldi degli appartamenti con le ragazze pronte per le chiamate di Lele Mora e di Emilio Fede? Altro che beneficenza! Solo vergogna per questo Paese e le speranze tradite dei nostri ragazzi che in Italia dovranno costruire il loro futuro.  A nostra figlia, che ieri aveva studiato tutto il pomeriggio latino e storia per il compito in classe e l'interrogazione, abbiamo avuto qualche imbarazzo a raccontare la storia della signora, diventata miracolosamente - e senza alcun merito politico - consigliera regionale della Lombardia a 12 mila euro al mese (soldi pagati dai cittadini) che si occupa di ragazze, meteorine e letterine, disposte a tutto pur di sfondare in tv e fare due soldi.  Dare scandalo ai giovani secondo noi è un peccato personale ma anche un gravissimo peccato sociale. Di questo si è macchiato il presidente del consiglio e di questo dovrebbe chiedere scusa a nostra figlia.  A don Romano, e ai preti come lui, un appello che viene dal profondo del cuore. Si occupino di più della formazione dei giovani, trovino un linguaggio contemporaneo per proporre un'etica condivisa che aiuti i nostri ragazzi a crescere in un tempo così complicato. Famiglia, bioetica, aborto? Berlusconi ne è garante più di altri? Non si illuda don Romano. Non c'è legge che tenga, certi valori sono forti soltanto se c'è una coscienza personale e sociale che li fa propri. E queste coscienze vanno formate. Da genitori ci rendiamo conto che più che predicarli i valori vanno vissuti. Solo così siamo credibili agli occhi dei nostri figli. E non importa se stiamo a destra, a sinistra o al centro. Caterina Fanfani Fabio Calamati POLEMICA/2 Don Romano fa confusione Per i valori etici, ci siamo noi  Le idee di Don Romano mescolano in modo improprio questioni diverse. Perchè, se Don Romano è preoccupato unicamente di voler garantire in politica i valori non disponibili, non si rivolge al nostro partito che, da sempre e non per convenienze del momento, cerca di salvaguardare le questioni etiche? Per noi non esiste una incompatibilità sostanziale con tanti esponenti del centro destra che si riconoscono in un insieme di valori condivisi. Siamo però costretti a riscontrare una sempre più marcata incompatibilità con quell'insieme di concezioni e comportamenti che vengono conosciuti come "Berlusconismo".  Abbiamo il dovere di chiederci: la società italiana è cresciuta in questi anni, è diventata più civile, più responsabile, libera e democratica, trovate che trionfi il senso civico, la partecipazione, l'etica pubblica? Noi crediamo di no. Si parla molto di moralità e sfera privata. Noi crediamo che la moralità sia un fatto privato, ma che il decoro sia un fatto pubblico. Quando un cittadino ricopre una carica pubblica esce da una sfera eminentemente privata perchè rappresenta anche chi lo ha scelto, non è più da solo a fare i conti con i suoi vizi, ma ha l'obbligo di diventare esempio e punto di riferimento per chi l'ha indicato. Con il decoro del comportamento deve sforzarsi di rappresentare tutta la Nazione, libertini e casti; sacerdoti e laici; etero e omosessuali. Giovanni Bambagioni

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