Il Tirreno

Prato

Via del Granaio, tempo di assemblee

Eleonora Barbieri
Via del Granaio. A sinistra il sindaco Martini
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Via del Granaio. A sinistra il sindaco Martini

Sarà presentata la variante al piano strutturale della zona artigianale

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 POGGIO A CAIANO. Chi abita o ha interessi fondiari-immobiliari in via Granaio e nella zona artigianale di Poggetto prenda nota di questo appuntamento. Mercoledì 26 gennaio, ore 21 alle Scuderie medicee. E' la data della prima assemblea pubblica per presentare la bozza di variante parziale al Piano Strutturale con contestuale variante al Regolamento Urbanistico. E' l'inizio del percorso di partecipazione che la Giunta comunale dovrà seguire per arrivare all'approvazione definitiva della variante. «Presenteremo le ipotesi e le idee che già abbiamo sottoposto alla Commissione ambiente e territorio prima di Natale e agli ordini professionali la scorsa settimana - spiega il sindaco Marco Martini - dopodiché ascolteremo i cittadini e le loro eventuali proposte e obiezioni. Se sarà necessario convocheremo una nuova assemblea pubblica per proseguire il dibattito che inizierà mercoledì. Terminata questa fase dovremo fare una sintesi delle eventuali richieste dei cittadini ritenute giuste e inserirle nella variante per poi farla approdare in Consiglio comunale che ne voterà l'adozione." A quel punto scatterà il periodo utile per presentare le osservazioni. In poche parole, le istanze dei cittadini che mercoledì e negli eventuali incontri successivi non saranno prese in considerazione dalla Giunta, potranno essere riproposte formalmente come osservazioni su cui deciderà una per una il Consiglio comunale in sede di approvazione definitiva. Il sindaco pensa di poter chiudere tutta la partita in meno di sei mesi "perché è una variante parziale". E a proposito. Nessuno si illuda di poter metter mano al limite minimo di 70mq previsto dal regolamento generale. La variante sia al piano strutturale che al ruc vale solo per la zona artigianale di via Granaio e per quella di Poggetto. I principi generali resteranno gli stessi. «La riapertura dei termini - spiega il sindaco Martini - ci consentirà fare qualche correzione ai refusi che abbiamo verificato essere presenti nel regolamento urbanistico generale in vigore, ma le sue linee guida resteranno le stesse». E questo significherà che chi costruirà in via Granaio dovrà attenersi a quella che all'epoca venne definita "norma anticemento" della metratura minima di 70 metri quadrati ad alloggio, emendabile solo in caso di frazionamento di case dovuto ad esigenze familiari e comunque mai sotto i 50mq, caso questo che sarà presente con difficoltà perché via Granaio è costellata di capannoni che attendono solo di essere trasformati in residenze perché la crisi economica li ha trasformati in un capitale fermo e improduttivo. C'è solo da capire con quali indici di edificabilità e se, in base a questi, i proprietari abbiano convenienza o meno a farlo, compresa la maxi area del Gruppo Grassi.

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