Italia
Salute mentale, tre idee per la nuova sede
Cri.Or.
Comune e Asl valutano via Roma, San Clemente e Malattie infettive
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PRATO. A piccoli passi verso il nuovo dipartimento di salute mentale. Al lavoro per trovare una sede alternativa all'attuale: via Torino, insufficiente per gli spazi e senza i requisiti necessari all'accreditamento, l'assessore comunale al Sociale e alla Salute Dante Mondanelli e il direttore dell'Asl 4 Bruno Cravedi. Qualche passo avanti è stato fatto, in questi mesi. Sono infatti tre le soluzioni possibili per dare una nuova casa ai 2600 pazienti adulti con 1200 nuovi arrivi l'anno che oggi vengono curati in via Torino. Destinazioni alternative già individuate e che saranno sottoposte ben presto alla valutazione della commissione consiliare 5 competente per materia. Premessa: per risparmiare tutto il possibile la nuova sede del dipartimento di salute mentale dovrebbe nascere in un edificio di proprietà del Comune, per "tagliare" così - se possibile - le spese di affitto sostenute dall'Asl che ammontano a 88mila 457 euro l'anno e spiccioli. Una delle possibilità riguarda l'utilizzo dell'ex case di riposo di via Roma dove sono stai trasferiti gli uffici del sociale e dell'immigrazione: «E' chiaro che in questo caso - spiega Mondanelli - bisognerà trovare una nuova sistemazione agli assessorati». La seconda opzione, quella che sembra avere più canche, riguarda il riutilizzo del monastero di San Clemente, in via Santa Caterina, vicino a a Porta Pistoiese. In questo caso, però, i locali sarebbero da ristrutturare completamente. Terza e ultima possibilità quella - già avanzata - di realizzare il dipartimento nel padiglione delle malattie infettive, all'interno dell'area dell'ospedale. Questa ultima è la soluzione che piace meno al direttore dell'Asl Bruno Cravedi «ma esclusivamente - spiega - per una questione di tempi. Per trasferire la salute mentale dove oggi lavorano le malattie infettive è necessario ottenere la realizzazione del nuvo ospedale e il trasloco. Potrebbero passara qualcosa come un paio di anni se tutto andrà bene. La nostra volontà - aggiunge Cravedi - è invece quella di trovare una soluzione in tempi molto più rapidi». Un anno, è la promessa dell'assessore Mondanelli. «Con ogni probabilità - aggiunge l'assessore - almeno per ora non riusciremo a realizzare una struttura in grado di ospitare sia i pazienti adulti sia gli utenti minori (di numero pari agli adulti ndr) perché occorre trovare uno immobile di almeno 2mila metri quadrati che non è nelle disponibilità del Comune». Idea che invece continua ad accarezzare Cravedi: «Le difficoltà sono oggettive - è il suo commento - ma continueremo a cercare. Perché oltre a dare maggiore organicità al servizio, unendo bambini e adulti, l'intenzione dell'Asl è quella di far partire la sperimentazione per una comunità terapeutica». La volontà di Cravedi non è quella di archiviare il progetto ma di realizzarlo quando sarà possibile. Archiviata invece la pratica del "Bar sotto il mare" progettato, tra gli altri, dalla cooperativa Aurora in una casa colonica, la ex Casa della Musica, del Macrolotto. «Siamo d'accordo anche con l'Asl - spiega Mondanelli - che si tratterebbe di una collocazione non idonea che ghettizzerebbe il dipartimento». Salvo però - secondo Mondanelli - il finanziamento della Regione di 400mila euro destinato al progetto. «Abbiamo già avuto garanzie - conclude l'assessore - che il contributo verrà comunque erogato e che andrà a sostenere la realizzazione del nuovo dipartimento».
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