Il Tirreno

Prato

IL VESCOVO

Quel monito di Simoni

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 PRATO. Il vescovo Gastone Simoni ha parlato in tempi non sospetti, quando il caso Ruby non era esploso ancora in tutta la sua violenza. Rispondendo a una sollecitazione di Mauro Banchini sulla rivista "Supplemento d'anima", lo scorso 12 novembre Simoni ha avuto modo di dire la sua circa i comportamenti del presidente Berlusconi.  «Anche tra gli amici di "Supplemento d'anima" - scrive il vescovo - ci sono sostenitori di Berlusconi e soprattutto del centrodestra. Anche a loro, e non solo ai berlusconiani di ferro, forse dispiacerà quel termine "nonnetto" (usato da Banchini, ndr) con ciò che segue. Ma come non riconoscere che la tua lettera dà voce a un forte, larghissimo e anzi generale disagio sull'ora presente? Certo, non un solo personaggio né una sola componente sociale, culturale, giurisdizionale e politica hanno contribuito a questo grave disagio e al pessimismo diffuso: le responsabilità sono varie. Ma son pienamente d'accordo con te che la figura, i comportamenti (non solo privati) e lo stile di Berlusconi hanno pesato fortemente sul degrado etico-politico degli ultimi tempi, nonostante il valore - al di là del giudizio sulla loro politica - di non pochi esponenti centrali e locali a lui vicini. Soprattutto non posso accettare che alcuni cattolici della sua parte sostengano che costui debba essere giudicato soltanto in base agli atti dei suoi Governi, come se non fosse d'importanza capitale per il bene comune e il clima morale di un popolo la figura di coloro che lo guidano e rappresentano. Né possono essere la popolarità e le fortune elettorali i criteri di una piena valutazione etico-sociale».  Più avanti il vescovo Simoni esorta alla «crescita di una coscienza civile di vera ispirazione cristiana tra il popolo e la formazione di persone capaci di un sapiente, competente, disinteressato ed efficace servizio sociale e politico: ecco l'auspicio più sentito, sia vicino o meno il crepuscolo berlusconiano e il superamento di questo bipolarismo, due eventi - secondo me, e senza demonizzare nessuno e nessuna presunzione - ambedue auspicabili. Un'opinione, questa, certamente discutibile: del resto io sono per un partito che non c'è. Indiscutibili invece la preghiera e l'azione per un'autentica ripresa "cristiana" dei cattolici».

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