Il Tirreno

Prato

SICUREZZA

L'Araba Fenice è un movimento apartitico

Prato l'Araba Fenice

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 Mettiamo a conoscenza e siamo a chiedere la correzione su notizie riportate su ciò che è avvenuto, nel piazzale dell'orditura G.T. 2000, nel cui interno si stava svolgendo un consiglio comunale straordinario voluto dal Pdl. Teniamo a precisare che Silvano Innocenti non fa parte di Prato l'Araba Fenice. Alcuni componenti, del nostro Movimento spontaneo e apartitico, si sono trovati coinvolti perchè, soprattutto, Manuela Biliotti è stata "tirata in ballo" da Andrea Belli, il quale si è ricordato dell'animata assemblea, indetta dalle associazioni, il 10 febbraio 2009, in salone consiliare, quando, dopo la lettura di un comunicato dell'allora nascente Prato Artigiana, poi trasformata in Prato l'Araba Fenice, la maggioranza degli artigiani/terzisti presenti in sala si schierarono, se ben ricordate, contro le associazioni e le istituzioni locali, accusandoli di non averli tutelati e salvaguardati, ritenendoli, in buona parte, responsabili della "disfatta" del nostro distretto.  In ogni modo, noi, come Prato l'Araba Fenice, eravamo all'orditura G.T.2000 per seguire il dibattito del consiglio comunale straordinario, senza nessuna intenzione di creare problemi o discussioni e nell'occasione dare la possibilità, a chi interessato, di fargli conoscere la iniziativa costruita insieme al Forum Nazionale Anti-Usura (alcuni componenti erano presenti l'11 dicembre in salone consiliare a delucidarci in un incontro promosso dall'Idv) ciò a dimostrare la nostra neutralità e la disponibilità al dialogo con chi ha veramente intenzione a cambiare e non fare politica. Con il Forum cerchiamo di combattere le vessazioni, nei confronti di chi si trova suo malgrado in serissime difficoltà, di banche ed Equitalia, le quali si stanno, purtroppo, appropriando di case, aziende e vita di queste persone. Da sempre noi ci muoviamo per la partecipazione di tutte le istituzioni e le associazioni del nostro distretto ad un coinvolgimento unitario e più volte affiancandoci alle richieste di monsignor vescovo Gastone Simoni, sempre sensibile sulle tematiche del lavoro, che, però, rimangono senza risposta, come se noi e le nostre famiglie fossimo degli invisibili.

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