Sicurezza
Istanza di fallimento per la Btp di Fusi
Ilenia Reali
L'ha presentata la Procura di Prato dopo il numero elevato di decreti ingiuntivi
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PRATO. La Procura di Prato ha presentato ieri istanza di fallimento per la Btp dell'imprenditore pratese Riccardo Fusi. Il numero massiccio di decreti ingiuntivi attuativi ha fatto sì che il Tribunale di Prato, non potendo direttamente richiedere lo stato di insolvenza, ha passato i documenti alla Procura che, ieri, ha deciso per la presentazione dell'istanza. L'ISTANZA. L'istanza già notificata alla società sarà seguita dal giudice relatore Maria Novella Legnaioli. La presentazione dell'istanza da parte della Procura della Repubblica è una prassi che viene attuata nei casi in cui i decreti ingiuntivi sono numerosi (si parla di centinaia) e le opposizioni presentate dalle aziende siano deboli. Ora c'è da vedere cosa accadrà. L'istanza può essere sospesa infatti solamente se viene fatto ricorso a una procedura prevista dalla legge fallimentare o a un'amministrazione straordinaria. Nel caso specifico sarà quindi fondamentale per evitare il concordato o, molto più probabile una Prodi Bis (quella attuata da Lineapiù), che vada in porto la trattativa con gli istituti di credito. BANCHE-BTP. Con questo novità la situazione già gravissima di Btp si complica. Ieri a Milano, nella sede di Unicredit, c'è stato un incontro tra i rappresentanti delle 54 banche creditrici e la società per capire se si potrà ricorrere all'articolo 182 bis della legge fallimentare, cioè l'omologazione di un'accordo di ristrutturazione del credito siglato con almeno il 60% dei creditori. In mano la Btp ha una trattativa in atto con un'azienda di Roma, si era fatto il nome di Impresa spa ma anche di una società legata alla famiglia Caltagirone, per l'acquisto del ramo di azienda legato alle infrastrutture pubbliche. Le banche dovranno quindi esprimersi sulla possibilità di ricorrere alla 182 bis con la garanzia di un ingresso di liquidità dovuto all'affare in ponte. IL PRIMO ACCORDO. Btp si trova in questa situazione dopo aver già firmato un accordo di ristrutturazione del credito con le banche. Accordo che prevedeva però la dismissione di una serie di beni immobili entro dicembre. Situazione che non si è verificata perché le offerte ricevute da Btp, un paio, erano molto al di sotto del valore di mercato. I DIPENDENTI. Intanto la situazione tra i dipendenti che non hanno riscosso gli stipendi è esplosiva. Presidi e scioperi sono stati messi in atto dal personale dell'albergo fiorentino Unahotel e dai lavoratori del primo turno dai lotti 4-5 e 6 per i lavori della terza corsia dell'A1. Sciopero sospeso ieri dopo che l'azienda ha garantito il pagamento delle retribuzioni entro lunedì 24 gennaio per tutti i cantieri del ramo infrastrutture e cantieristica privata del territorio nazionale. A renderlo noto Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil, affermando che nell'incontro di ieri mattina tra le organizzazioni di categoria di Firenze e Prato e l'impresa, per la trasformazione della Cig straordinaria in Cig in deroga dei dipendenti della sede e del settore cantieristica privata, è stato firmato un verbale d'accordo per 170 dipendenti (80 negli uffici di sede e logistica, 90 nel settore edilizia privata). L'accordo, si legge, prevede la richiesta del trattamento di Cig in deroga per 11 mesi, con possibilità di rotazione dei lavoratori sospesi. Oggi si terrà l'incontro richiesto dalle segreterie nazionali dei sindacati confederali di categoria al presidente di Btp, Roberto Bartolomei, a cui saranno chiesti chiarimenti sulla situazione dell'impresa e sulla possibile cessione di ramo ad altri operatori del settore.
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