La manifestazione
Dette fuoco alla casa della ex arrestato un infermiere
Gli uomini della squadra mobile della questura di Prato hanno arrestato, l'8 gennaio scorso, Massimo Gioacchino Di Grigoli, siciliano di 40 anni e infermiere all'ospedale di Prato, per tentato omicidio, stalking ed estorsione.
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PRATO. Gli uomini della squadra mobile della questura di Prato hanno arrestato, l'8 gennaio scorso, Massimo Gioacchino Di Grigoli, siciliano di 40 anni e infermiere all'ospedale di Prato, per tentato omicidio, stalking ed estorsione. In tre distinti episodi l'uomo avrebbe appiccato incendi per danneggiare l'ex compagna albanese di 31 anni (che aveva sposato in Albania l'anno scorso) e il suo nuovo convivente italiano.
Il primo fatto contestato a Di Grigoli è l'incendio in un'abitazione di via Filicaia, il 20 novembre scorso: si tratta dell'appartamento dove alloggiavano la ex compagna e la sorella della donna, in quel momento in casa con le rispettive figlie di sette anni e sette mesi. L'incendio distrusse le stanze: le bambine furono trasportate all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, mentre le due donne furono ricoverate al centro grandi ustionati di Pisa. Secondo le ricostruzioni della polizia, l'uomo avrebbe rivendicato il gesto criminale con un sms inviato all'ex compagna il giorno dopo. Il secondo episodio risale all'11 dicembre scorso.
In quel caso Di Grigoli aveva incendiato la vettura del nuovo convivente dell'ex compagna, gesto che si preparava a ripetere l'otto gennaio. Proprio in quella data la polizia, grazie ad un meccanismo gps montato sulla sua vettura nel corso delle indagini, è riuscita a risalire alla sua responsabilità nell'appiccare l'incendio. Le intercettazioni hanno fatto emergere l'intensa attività di stalking dell'uomo, che chiamava e inviava sms ai cellulari dell'ex compagna e del suo nuovo fidanzato circa cento volte al giorno. Le perquisizioni nella casa dell'infermiere hanno portato a scoprire una miccia e un'elevata quantità di nitrato ammonico, un fertilizzante chimico che se trattato può creare esplosioni.
Il primo fatto contestato a Di Grigoli è l'incendio in un'abitazione di via Filicaia, il 20 novembre scorso: si tratta dell'appartamento dove alloggiavano la ex compagna e la sorella della donna, in quel momento in casa con le rispettive figlie di sette anni e sette mesi. L'incendio distrusse le stanze: le bambine furono trasportate all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze, mentre le due donne furono ricoverate al centro grandi ustionati di Pisa. Secondo le ricostruzioni della polizia, l'uomo avrebbe rivendicato il gesto criminale con un sms inviato all'ex compagna il giorno dopo. Il secondo episodio risale all'11 dicembre scorso.
In quel caso Di Grigoli aveva incendiato la vettura del nuovo convivente dell'ex compagna, gesto che si preparava a ripetere l'otto gennaio. Proprio in quella data la polizia, grazie ad un meccanismo gps montato sulla sua vettura nel corso delle indagini, è riuscita a risalire alla sua responsabilità nell'appiccare l'incendio. Le intercettazioni hanno fatto emergere l'intensa attività di stalking dell'uomo, che chiamava e inviava sms ai cellulari dell'ex compagna e del suo nuovo fidanzato circa cento volte al giorno. Le perquisizioni nella casa dell'infermiere hanno portato a scoprire una miccia e un'elevata quantità di nitrato ammonico, un fertilizzante chimico che se trattato può creare esplosioni.
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