Il Tirreno

Prato

Tentata rapina in un negozio d’abbigliamento a Ponte a Egola

Commerciante picchiato a sangue

Sabrina Chiellini
Il negozio preso di mira dai banditi; sotto il sangue del ferimento del titolare
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Il negozio preso di mira dai banditi; sotto il sangue del ferimento del titolare

Blitz di due banditi incappucciati e armati. La vittima è pratese

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PONTE A EGOLA. «Mi hanno picchiato. Volevano che aprissi la cassaforte e poi si sono accaniti contro di me. Mi hanno colpito alla testa con il calcio della pistola. Poi sono caduto e loro hanno continuato, lasciandomi in un lago di sangue». Alessandro Coleschi, 55 anni, pratese d'origine, è titolare di un negozio di abbigliamento in via Savonarola a Ponte a Egola. L'ottobre scorso ha subìto un altro assalto armato. Quella volta i banditi legarono la moglie a una sedia del negozio e poi hanno costrinsero l'uomo a consegnare quello che aveva.  Il titolare de "L'impero della moda", un negozio che vende abbigliamento in pronto moda e non ha capi griffati, non nasconde la sua disperazione. «Non tornate più - si lamenta - lasciateci tranquilli, siamo operai, non c'è niente da portare via».  I malviventi, come documentano le immagini della videosorveglianza del negozio, sono entrati in azione poco prima della chiusura serale, alle 19,30. Una giovane donna si è presentata alla porta del negozio e ha suonato il campanello, fatto installare dal commerciante dopo la rapina di fine ottobre scorso. «Mi è sembrata una persona tranquilla - racconta Coleschi - ho aperto». È stato l'inizio di un incubo. La donna è fuggita e al suo posto sono entrati due uomini incappucciati, armati di pistola.  «Si sono avventati contro di me - racconta il negoziante - volevano le chiavi della cassaforte. Ho cercato di spiegare che non c'erano soldi, mi hanno aggredito. Sono ferito alla testa, mi hanno dato alcuni punti di sutura a un taglio, ho un trauma cranico». A mettere in fuga i due malviventi sembra siano state le luci del sistema di allarme che si sono accese all'improvviso facendo temere l'arrivo di qualcuno.  Poco dopo, l'allarme. L'uomo, che dal dolore e dallo spavento non riusciva ad alzarsi, è stato trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe. Nel negozio sono arrivati i carabinieri della compagnia di San Miniato. Sul pavimento, vicino all'ingresso e a una porta interna che collega alla casa del commerciante, c'era un lago di sangue. «Quando ho visto quel macello ho pensato al peggio - dice la moglie - c'era sangue ovunque, anche sulla parete. Non possiamo vivere in questo modo, abbiamo paura».  Sulla tentata rapina sono in corso indagini. Forse gli autori sono stranieri. I carabinieri stanno visionando le immagini riprese dalle telecamere. Si cerca anche un eventuale collegamento tra la rapina di pochi mesi fa e quella dell'altra sera.  Da sabato altri due commercianti si sono trovati in balìa dei banditi. È successo a Santa Croce, al titolare di un negozio che tratta oggetti d'oro e che è riuscito a metterli in fuga, e a un barista di Santa Maria a Monte che è stato rapinato da cinque uomini armati di un bastone. Anche il barista come il titolare del negozio d'abbigliamento è stato picchiato.

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